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di Antonio Folle


Il Mattino, 4 settembre 2019

 

Familiari dei detenuti pronti alla mobilitazione. L'estate ormai finita è stata rovente per il carcere di Poggioreale e per gli oltre duemila detenuti nella struttura. Scioperi della fame, rivolte, risse tra bande e, dulcis in fondo, la rocambolesca fuga di un detenuto che ha violato la sicurezza di una struttura ritenuta tra le più sicure d'Italia.

Tante le falle anche all'interno del carcere. Il sindacato della polizia penitenziaria negli scorsi mesi ha denunciato la presenza di droga, telefoni cellulari - 11 chili di droga e ben 900 cellulari - e un fitto sistema di comunicazioni che permetterebbe ai camorristi di controllare i loro traffici criminali anche dietro le sbarre.

A tenere banco è il tema del sovraffollamento della struttura e la richiesta - ormai da più voci - della dismissione del carcere di Poggioreale e della trasformazione in un museo. Come Alcatraz.

Pietro Ioia, presidente dell'associazione ex Don - Detenuti Organizzati Napoletani - ha tracciato un desolante quadro della situazione. "Questo carcere è una polveriera pronta a esplodere - ha affermato - e questa estate è stata infernale da tutti i punti di vista. Abbiamo assistito a una fuga, a episodi di risse tra detenuti, rivolte e aggressioni ai danni delle guardie carcerarie. Non si può andare avanti in questo modo - prosegue - in una struttura dove entra di tutto, dalla droga ai telefonini portati dentro da alcuni familiari. C'è bisogno di una profonda riforma del sistema carcerario italiano ma quello che chiediamo a gran voce è la chiusura definitiva di questo inferno e la trasformazione degli spazi in un museo".

Una situazione, quella della casa circondariale di Poggioreale, molto distante da quello che dovrebbe essere lo scopo della detenzione. La rieducazione dei detenuti, come denunciato più volte dai sindacati della polizia penitenziaria, è di fatto impossibile. Le associazioni delle famiglie dei detenuti hanno annunciato un autunno caldo sul fronte delle proteste di piazza. La prima è prevista per sabato a piazza Nazionale.

"Non resteremo con le mani in mano ad aspettare che qualcuno si decida a risolvere i problemi dei detenuti che stanno scontando giustamente la loro pena - ha proseguito ancora Ioia - per questo abbiamo indetto per sabato 7 settembre alle 17 una manifestazione a piazza Nazionale. Invitiamo i familiari delle persone detenute in questo inferno a scendere in piazza e a manifestare il loro disappunto. Solo così si potranno ottenere risultati a breve e medio termine. Ad ogni modo - ha poi concluso il presidente dell'associazione Ex Don - la manifestazione di sabato è solo un primo passo. Nelle prossime settimane chiameremo a raccolta ancora una volta i familiari dei detenuti, che sono poi i veri garanti dei loro diritti, per manifestazioni all'esterno delle carceri della Campania".