di Giuliana Covella
Il Mattino, 30 ottobre 2026
Il progetto parte dal recupero strutturale della cappella di Santa Caterina de’ Celani. “Mani sporche di farina e non più di sangue”: sono le parole del cardinale don Mimmo Battaglia a margine della presentazione del progetto “Brigata Caterina”, illustrato presso la Curia arcivescovile, dove è stato sottoscritto il protocollo d’intesa tra l’Arcidiocesi di Napoli, il Comune, il Tribunale di Sorveglianza, la casa circondariale di Secondigliano e l’Ufficio Interdistrettuale di Esecuzione Penale Esterna per la Campania. Promosso dalla Chiesa di Napoli, il progetto intende favorire la formazione professionale e il reinserimento lavorativo di persone detenute ed ex detenute, dando continuità all’esperienza già avviata nel carcere di Poggioreale attraverso corsi per pizzaioli e percorsi di accompagnamento al lavoro. Lo sviluppo e la gestione delle attività esterne al carcere saranno affidati alla Consul Service Impresa Sociale.
Al centro dell’iniziativa il recupero della storica cappella di Santa Caterina de’ Celani, in vico Pallonetto a Santa Chiara, destinata a diventare una pizzeria sociale aperta alla città, nel rispetto del valore storico dell’immobile. Alla presentazione sono intervenuti oltre a Battaglia, il sindaco Gaetano Manfredi, la presidente del Tribunale di sorveglianza Patrizia Mirra, il direttore del carcere di Secondigliano Gianfranco Marcello, la dirigente dell’Ufficio esecuzione penale esterna Claudia Nannola, il coordinatore del progetto Antonio Mattone. Tra i presenti l’assessore comunale al welfare e al lavoro Chiara Marciani; i comandanti provinciali dei carabinieri Biagio Storniolo e della guardia di finanza Carmine Virno; la delegata del procuratore generale Aldo Policastro, Simona Di Monte; Roberto Bellavista, di UniCredit e Francesca Fuccio, di Intesa Sanpaolo.
L’accordo - “Ogni persona è infinitamente più grande dei propri errori e nessuna condanna può cancellare la dignità di una vita, né spegnere il diritto alla speranza - ha rimarcato Battaglia - una città è davvero comunità quando non lascia nessuno prigioniero del proprio passato e continua a credere che ogni storia possa avere un nuovo inizio”. L’accordo prevede inoltre la valutazione di una fattibilità di un polo formativo per pizzaioli nella casa circondariale di Secondigliano. “Il lavoro è la base per il recupero sociale - ha detto il direttore Marcello - se non c’è quello è difficile dopo la detenzione”. Sui tempi di avvio del percorso il presidente di Consul Service parla di “una stima realistica di 24 mesi per il pieno sviluppo delle attività”. Per Mattone “l’Importanza di offrire opportunità reali e concrete a chi ha commesso degli errori è fondamentale. Il nostro obiettivo è accompagnare queste persone attraverso le difficoltà del loro e sostenerle nella collocazione lavorativa”.
La sinergia - Toccante la testimonianza di Gennaro Guardasole, ex detenuto oggi dipendente della pizzeria del Popolo a piazza Mercato: “Nella vita si può sbagliare, ma ho avuto una seconda opportunità e oggi sono un’altra persona”. “Garantire una continuità tra il dentro e il fuori è necessario per non perdere le competenze sviluppate e promuovere un futuro lavorativo dignitoso - ha ribadito il sindaco - il recupero di Santa Caterina unisce questa prospettiva alla valorizzazione di un luogo storico della città”. Secondo Mirra “la vocazione di cura della Chiesa e l’attenzione del Comune alle problematiche dell’esecuzione penale danno vita a un’iniziativa volta a risanare le persone, i luoghi e il contesto sociale. La magistratura di sorveglianza offre il suo apporto per ridurre la permanenza in carcere dovuta alla mancanza di opportunità sul territorio”. La collaborazione riguarda anche il percorso di esecuzione della pena e il raccordo tra le istituzioni e il territorio, come richiamato da Nannola: “Il percorso di responsabilizzazione e reinserimento del condannato richiede consapevolezza e responsabilità della comunità tutta”, ha detto.









