di Pino Taormina
Il Mattino, 1 ottobre 2026
L’iniziativa promossa dal club e dal garante Ciambriello è rivolta a 15 detenuti di un reparto ad alta sicurezza. Quindici detenuti del carcere di Secondigliano, del reparto Tirreno “alta sicurezza”, da oggi sono a lezione di calcio con i tecnici del settore giovanile del Napoli. Un progetto che vede il club azzurro, i vertici del penitenziario napoletano e Samuele Ciambriello, il garante dei detenuti della Regione Campania, in prima linea in quello che viene definito come un “investimento trattamentale” di detenuti che sono a un passo dall’essere scarcerati. Lo sport come occasione di crescita, inclusione e costruzione di nuove prospettive. È questo alla base dei valori che hanno spinto il Napoli alla collaborazione con Twinning Project ETS, con il suo presidente Sasha Fugazzola, nell’ambito di un programma dedicato al reinserimento sociale delle persone in stato di detenzione. Oggi a Secondigliano saranno tre gli allenatori presenti: Giuseppe Polise, tecnico dell’Under 18, Corrado Pianese, allenatore dell’Under 16 nazionale, e Giuseppe Abbondanza, tecnico dell’Under 15. Samuele Ciambriello spiega: “Vogliamo valorizzare il potere del calcio per costruire fiducia. Il progetto che abbiamo sostenuto punta a sviluppare la leadership attraverso il calcio. Twinning Project è un’iniziativa no profit che prevede il gemellaggio tra gli istituti penitenziari del paese e le rispettive squadre di calcio professionistiche locali. L’obiettivo principale è un programma riabilitativo che promuove l’inclusione, la formazione e il reinserimento sociale attraverso il calcio. L’obiettivo principale, come per tutte le nostre iniziative nei penitenziari, è quello di promuovere percorsi concreti di inclusione e risocializzazione, abbattendo i tassi di recidiva e fornendo ai partecipanti non solo qualifiche tecniche sportive, ma anche fondamentali competenze trasversali spendibili nel futuro reinserimento socio-lavorativo”.
L’iniziativa vede il sostegno di Enel Cuore, l’ente filantropico del Gruppo Enel. Il progetto prevede un percorso nel quale l’attività calcistica sarà affiancata da momenti di formazione dedicati alla crescita personale e all’acquisizione di competenze utili anche al di fuori del campo. “Le sessioni - è scritto in una nota del Napoli - alterneranno teoria e pratica e saranno costruite attorno ad alcuni dei principi propri dello sport di squadra, tra cui comunicazione, collaborazione, leadership, responsabilità individuale e capacità di affrontare le difficoltà e individuare soluzioni. Il programma integra infatti contenuti di coaching calcistico con moduli dedicati allo sviluppo di competenze personali e relazionali. Con questa iniziativa la Ssc Napoli rafforza il proprio impegno nelle attività di responsabilità sociale e mette le competenze del club a disposizione del territorio, a sostegno di un progetto che riconosce allo sport un’importante funzione educativa e sociale”. Questo progetto è partito in Italia due anni fa grazie a un’iniziativa promossa all’interno della casa circondariale di Rebibbia in collaborazione con la Roma. Negli anni anche l’Inter ha aderito. Adesso tocca al Napoli. Si comincia da oggi a Secondigliano.









