di Stella Cervasio
La Repubblica, 15 marzo 2015
A Secondigliano una delegazione guidata dal consigliere del Pd Amato. Gli 89 internati non usciranno. Per la Rems prevista dalla legge a Calvi Risorta, per Napoli e Caserta, il cantiere non è stato neppure aperto.
Il conto alla rovescia per la chiusura degli Ospedali psichiatrici giudiziari - le carceri-manicomio sopravvissute alla chiusura dei presidi psichiatrici - terminerà tra 17 giorni. Ma l'Opg di Napoli, Secondigliano ex Sant'Eframo, contrariamente a quanto stabilito dalla legge, non chiuderà. L'ha accertato un'ispezione non annunciata di una delegazione guidata dal consigliere regionale Pd Antonio Amato, con i ricercatori Dario Stefano dell'Aquila e Antonio Esposito autori del saggio del 2013 "Cronache da un manicomio criminale".
Non usciranno gli internati di Secondigliano, che sono 89, di cui 52 campani, nella struttura che ha un bacino di utenza che comprende Lazio, Abruzzo e Molise, e che in Campania è una delle due funzionanti - l'altra è Aversa. Ma intanto, rileva l'ispezione "continuano gli ingressi in Opg anche per crimini bagatellari (comportamenti illeciti ma di poco conto)".
Non più di 10 internati risulterebbero non dimissibili. "Il responsabile sanitario dell'Opg, Michele Pennino nonostante le rassicurazioni sulle procedure di dimissioni avviate da tempo dall'Asl Napoli 1 - dichiara Amato - non ha potuto dare una risposta su cosa avverrà dal prossimo aprile".
Chiudere senza avere un'alternativa sarebbe la sola via possibile, ma naturalmente non è percorribile per una "riforma" all'italiana che non ha previsto neppure linee guida per la sua applicazione. "Le Rems, Residenze per l'esecuzione delle misure di sicurezza - prosegue il consigliere regionale - non sono ancora pronte: a Calvi Risorta, destinata a Napoli e Caserta, nemmeno si è aperto il cantiere per i lavori.
Si parla di Rems provvisorie, addirittura gestite dal privato sociale". I nuovi ingressi non si interrompono: nell'ultimo anno a Secondigliano se ne sono registrati 122 nuovi, 18 solo nel 2015. Tso visti come ultima spiaggia e concessi con troppa facilità fanno includere tra i detenuti-malati soggetti probabilmente da rivalutare, come clochard colpevoli di furti in supermercati o persone coinvolte in liti condominiali. Individui come questi, considerati "non altrimenti classificabili", sono finiti dietro le sbarre con l'aggravio del marchio di patologia mentale.










