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di Paolo Barbuto

 

Il Mattino, 26 agosto 2019

 

Il Garante nazionale per i detenuti: "Poggioreale ha problemi, è un errore negare la realtà dei fatti". Sorpreso alla notizia dell'evasione da Poggioreale, gli scappa di primo acchito un "eh, per quanto era ben controllato quel carcere".

Le parole sgorgano con un moto di stizza: mercoledì scorso Palma, Garante nazionale per i detenuti, ha reso noti i risultati di un suo recente sopralluogo a Poggioreale mettendo in luce le criticità di quell'istituto; il giorno seguente la direttrice del carcere, Maria Luisa Palma, ha risposto a quelle critiche con un documento pubblicato su "Giustizianews online", il quotidiano del ministero della Giustizia aprendo il fronte delle polemiche.

 

Palma, cosa pensa di questa evasione?

"Io stesso ho trovato una situazione difficile, complessa in quel carcere, e ho riscontrato risposte fragili. Vede, se si affrontano le complessità in maniera fragile, poi le situazioni sfuggono di mano e può succedere che un detenuto evada. Non voglio puntare il dito perché certe situazioni possono verificarsi a prescindere dall'ambiente interno al carcere... certo se un detenuto evade con le lenzuola arrotolate siamo su Topolino praticamente".

 

Una fuga da fumetti?

"Non mi faccia essere severo. Anzi, per piacere, ribadisca che io non voglio puntare il dito contro nessuno".

 

Però nel suo report su Poggioreale lo ha fatto...

"Io lì ho trovato una situazione variegata. Non nego che ci sono buone intenzioni da parte della direzione e ci sono alcuni fronti ben gestiti. Però la sensazione che ho avuto è che a Poggioreale non ci sia una situazione pienamente sotto controllo".

 

Parole dure, non crede?

"Ripeto, non si tratta di critiche fatte per colpire. Ho notato e ho scritto, ad esempio, che al padiglione Venezia o al Genova sono state fatte buone cose, se però poi arrivo al padiglione Roma e trovo un altro mondo, allora mi pongo qualche domanda, rifletto. E penso che quel luogo mi offre una sensazione di assenza di idea progettuale complessiva e invece Poggioreale ha un gran bisogno di una visione complessiva".

 

Sono critiche pesanti alla direttrice Maria Luisa Palma...

"Io conosco da tempo la direttrice della quale, ovviamente, non sono parente, nonostante il cognome comune. La conosco dai tempi in cui dirigeva il carcere di Benevento e lo faceva in maniera egregia, ma Poggioreale non è come Benevento".

 

Che significa?

"Che le situazioni sono differenti e molto più complicate qui a Napoli. In genere uno dei difetti delle persone è non riconoscere la complessità delle cose e, allo stesso tempo, non riconoscere il bisogno di chiedere aiuto".

 

Avrebbe dovuto chiedere aiuto la direttrice Palma?

"Ha scritto una risposta tutta incentrata sul fronte della difesa da presunte accuse. In quella risposta accusa me di essere stato ingeneroso, di aver "puntigliosamente segnalato" certe cose che non andavano. La direttrice non ha compreso il senso: il migliore aiuto per una situazione che non funziona è quella di riconoscere gli errori, il migliore aiuto per un malato è quello di individuare la malattia".

 

Non è stato così?

"C'è stata solo una strenua difesa che, fra l'altro, è stata presentata con una pesante sgrammaticatura istituzionale. Le cose funzionano diversamente da come le ha interpretate la direttrice: io come istituzione mando il mio report al Dipartimento che ha trenta giorni di tempo per rispondere dopo aver consultato la direttrice. Insomma, la risposta del carcere deve arrivare al Dipartimento che poi le invia al Garante, non va diffusa tramite un sito web o dalle colonne di un giornale".

 

Se l'è presa per quella risposta?

"Per i modi, per la sgrammaticatura istituzionale, appunto. In tal senso ho scritto una lettera ufficiale l'altro giorno al Capo Dipartimento, mi sono mostrato stupito per il fatto che una comunicazione dal carcere di Poggioreale invece di arrivare in via istituzionale sia stata diffusa dalla direttrice attraverso gli organi di stampa".

 

Lei ha coinvolto anche la Procura...

"C'era la questione del detenuto trasferito prima del nostro arrivo, che poi abbiamo incontrato trovandolo pieno di ecchimosi, ma non solo".

 

C'è dell'altro?

"Ho ritenuto di mandare certe questioni in Procura innanzitutto perché con il procuratore Melillo e con tutto il suo staff c'è una collaborazione molto forte rispetto alle vicende carcerarie e quindi mi sembrava corretto informarli. Poi perché secondo me in alcune situazioni è bene far capire che le autorità nazionali si stanno muovendo".

 

Cosa intende?

"La direttrice Palma si potrà anche offendere ma se venisse una commissione internazionale, di fronte a situazioni come al padiglione Salerno o al Milano-piano terra, farebbe certamente partire una censura, una sanzione. Condividere certe notizie con la Procura significa anche difendere lo Stato e dire che noi come istituzioni la situazione la conosciamo, la capiamo. Si tratta di una tutela dello Stato, in qualche modo".