La Sicilia, 18 maggio 2023
Giacomo Maurizio “Iano” Ieni, 65 anni, ritenuto il reggente della cosca mafiosa catanese Pillera-Puntina, è morto ieri sera nel carcere campano di Secondigliano. Era malato e detenuto in attesa di un’udienza davanti al gup di Catania nel procedimento nato dall’operazione “Consolazione” nei confronti di 16 persone indagate, a vario titolo, per associazione di tipo mafioso, estorsione e usura. Era stato arrestato dalla polizia nel gennaio del 2022.
La notizia del decesso è stata confermata da uno dei suoi legali, l’avvocato Salvatore Silvestro, del foro di Messina, che ha annunciato la presentazione di esposti sulla morte del suo assistito. Il penalista, il 6 maggio scorso, aveva chiesto al gip la sostituzione della misura cautelare in carcere con una meno gravosa per il suo assistito sottolineando che “l’ulteriore repentino aggravamento del quadro clinico palesa in tutta la sua drammaticità l’impossibilità di fronteggiare le gravi patologie da cui l’imputato è affetto in ambiente carcerario, pur attrezzato di centro clinico”.
Il giudice per le indagini preliminari, condividendo il parere contrario della Procura, ha rigettato la richiesta sei giorni fa. La salma, secondo quanto riferito dall’avvocato Silvestro, è stata già trasferita al Policlinico di Napoli. Nel 2009 il presunto boss Giacomo Maurizio Ieni, poiché ritenuto fortemente depresso fu posto agli arresti domiciliari nonostante fosse detenuto in regime di 41 bis nel centro clinico del carcere di Parma. La decisione fu adotatta dalla terza sezione penale del Tribunale di Catania per “gravi motivi di salute”. Durante un’udienza, precedente alla decisione del Collegio, in uno stralcio del processo Atlantide, Ieni era scoppiato in lacrime davanti ai giudici sostenendo di “essere fortemente depresso e di non riuscire a stare in carcere”.









