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di Ugo Cundari

Il Mattino, 5 febbraio 2026

La sede è in un’officina sottratta ai clan: 24 detenuti al lavoro assieme ai redattori. Tra le palazzine popolari, le piazze di spaccio ed i fortini dei clan delle Case dei Puffi a Scampia è appena nata una casa editrice, la Lotto P, con sede nell’Officina delle Culture Gelsomina Verde, bene sottratto alla camorra, in via Arcangelo Ghisleri. La struttura, marchio della cooperativa sociale (R)esistenza, ospita anche una biblioteca di alcune migliaia di volumi e un ufficio. Ci lavorano due redattori e fino a 24 detenuti che stanno scontando pene alternative al carcere, età media sotto i trent’anni, e si occupano di grafica, impaginazione, spedizioni. Il direttore è Ciro Corona, di professione educatore, 45 anni.

“L’obiettivo della casa editrice è raccontare storie di cambiamento e riscatto, favorendo l’inserimento lavorativo dei detenuti”, spiega. A Scampia peraltro opera da tempo, e con distribuzione nazionale, già una casa editrice strutturata come la Marotta&Cafiero di Rosario Esposito La Rossa, anch’essa in prima linea sul fronte della legalità e del riscatto del quartiere, distante appena tre chilometri.

La prima pubblicazione di Lotto P è Scampia trip (pagine 150, euro 14), di autori vari, “non un’autocelebrazione dell’esercito del bene ma denuncia, memoria, analisi”. Il sottotitolo 15 anni dopo tiene conto della precedente edizione nel 2010 con l’editore Ad Est dell’Equatore. Il volume, con allegato un inserto fotografico di Pino Guerra e Salvatore Maiorano, dà voce a scrittori, giornalisti, parroci e operatori delle nuove e delle vecchie realtà sociali di Scampia. Tra gli autori Francesco Verde, fratello di Gelsomina uccisa a 21 anni nella prima faida di Scampia del 2004.

Per il prete anticamorra don Aniello Manganiello le associazioni nate negli ultimi anni dovrebbero “riscoprire la loro vocazione: stare tra la gente, conoscere i problemi, ritrovare l’importanza di costruire insieme prendendo le distanze dalla tentazione di muoversi in autonomia egoistica”. Il pluripremiato judoka Pino Maddaloni racconta con chi ha diviso l’oro olimpico di Sydney 2000: “Quel giorno abbiamo vinto tutti, non solo la mia famiglia ma un popolo intero e tutti quei bambini che avevano fame, non di pane ma di dimostrare che non conta da dove parti, non conta il quartiere in cui vivi, non conta se non sei un talento naturale, conta crederci”.

La giornalista Melina Chiapparino racconta la storia vera di Ivan Grimaldi, ragazzo della Vela gialla costretto su una sedia a rotelle elettrica dopo un grave incidente, completamente paralizzato dalla testa in giù, morto nel 2015 rivendicando fino alla fine il diritto a una vita dignitosa e a una casa speciale promessa dalle istituzioni e mai arrivata. “La camorra non è certo andata via dal quartiere, però oggi, grazie alle 144 realtà sociali presenti a Scampia, alle quali da oggi aggiungiamo anche la nostra casa editrice, la società civile non abbassa più la testa. Tanto è stato fatto, tanto c’è ancora da fare” conclude Corona.