napolitoday.it, 11 marzo 2026
Associazioni manifestano davanti al penitenziario napoletano: “Condizioni disumane”. “Costituzione e religione parlano entrambe della dignità dell’uomo e queste carceri non garantiscono nessuna dignità”. Parole di don Tonino Palmese, responsabile di Libera Campania e garante napoletano dei diritti dei detenuti. L’occasione è la manifestazione indetta oggi, 10 marzo, dalle associazioni contro le condizioni di chi è in carcere, in particolare nei penitenziari di Napoli. Decine di persone si sono riunite davanti al carcere di Poggioreale.
“In questo penitenziario - afferma Samuele Ciambriello, garante campano e ideatore della manifestazione - ci sono oltre 2.200 detenuti (il massimo sarebbe 1.600, ndr). È una vergogna europea. In alcune celle dormono in dieci, alcuni a un’altezza di due metri. C’è un padiglione in ristrutturazione da tre anni. In Italia la situazione non è diversa: oltre 60mila per 45mila posti. Le pene servirebbero a rieducare, ma così non c’è possibilità. La politica parla alla pancia della gente e usa il carcere come soluzione facile ai problemi”.
Per Palmese “…la politica non ha interesse nel tema perché non porta consensi”. La proposta che arriva dalla manifestazione parla di un nuovo modello: “Più misure alternative, meno custodia cautelare” spiega Ciambriello. Tra i manifestanti assenti sia i politici che i familiari dei detenuti: “I parenti non ci sono perché c’è una sfiducia diffusa: sono conviti che la politica non farà nulla. Non hanno torto”.









