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di Massimo Romano

napolitoday.it, 9 settembre 2022

Hanno visitato il penitenziario insieme ai Garanti dei detenuti. Protesta dei parenti: “Basta morti dietro le sbarre”. Ci sono volute le elezioni e la campagna elettorale per convincere un drappello di parlamentari e candidati a entrare nell’inferno del carcere di Poggioreale. I garanti dei detenuti di Campania e Napoli Samuele Ciambriello e Pietro Ioia hanno accompagnato nel tour del degrado Paola Nugnes, coordinatrice della componente ManifestA al Senato, Raffaele Bruno (M5S), Paolo Siani (Pd), Doriana Sarli e Cinzia Leone (Insieme per il futuro) e i consiglieri regionali Diego Venanzoni e Loredana Raia.

Ad accogliere gli esponenti politici associazioni e parenti dei detenuti che hanno urlato “Basta morti in carcere”. Da anni si parla di riforma delle carceri e da altrettanti anni si discute di abbattere il penitenziario di Poggioreale per realizzarne uno nuovo. Parole che nessun ministro della Giustizia, fino a oggi, ha tramutato in fatti. “Hanno visto con i loro occhi come si vive a Poggioreale - ha affermato Ciambriello - Hanno visto celle fatiscenti senza bagni, il sovraffollamento, il fatto che ci sia un solo educatore ogni 231 detenuti. Senza contare i 12 milioni di euro destinati alla ristrutturazione del carcere, che sono fermi da anni”.

La senatrice Paola Nugnes, eletta nel Movimento 5 Stelle e transitata in Leu, Sinistra italiana, Rifondazione comunista e oggi esponente di ManifestA, ha fatto appello alla Costituzione, ricordando che “queste non devono essere strutture punitive ma di recupero, mentre qui dentro si può solo peggiorare”. Le colpe sono di tutti, ribadisce Pietro Ioia, garante di Napoli “...le condizioni in cui si lasciano queste persone sono disumane”.

C’è anche chi storce un po’ il naso per questa iniziativa: “Fa rabbia che ci siano volute le elezioni per farli venire qui - commenta don Franco Esposito, il parroco del carcere - Poggioreale è l’emblema del fallimento italiano, dove un detenuto costa 200 euro al giorno allo Stato e viene abbandonato a se stesso, senza alcuna attività da svolgere”.

Ma a colpire sono le storie che raccontano i parenti di chi è dietro le sbarre: “Mio figlio è tossicodipendente - spiega Rosa - È qui da 11 mesi. Abbiamo trovato una comunità che potrebbe accoglierlo e curarlo, ma la nostra istanza è stata rigettata. Certamente a Poggioreale non potrà guarire, potrà solo peggiorare. È dimagrito 7 chili”.

E’ ancora don Franco a ricordare che ci sono centinaia di persone in galera in attesa di giudizio. “Restano in attesa mesi, a volte anni. Molte di loro saranno proclamate innocenti, ma avranno la vita rovinata dal tempo trascorso qui e lo Stato avrà speso migliaia di euro di soldi pubblici per nulla”.