di Viviana Lanza
Il Mattino, 22 giugno 2019
Dopo le proteste e il caos al carcere di Poggioreale ci si prepara per l'avvio dei lavori per la ristrutturazione del padiglione Salerno che il capo del Dap Francesco Basentini ha definito "interventi urgenti e ormai improcrastinabili". I lavori comporteranno il trasferimento di 203 detenuti.
Si inizierà con i 17 che hanno richiesto di essere spostati in altri istituti sul territorio nazionale e successivamente si troverà una destinazione per i 186 presenti al primo e secondo piano del padiglione Salerno. Non sono previsti invece trasferimenti per i detenuti del terzo piano che è già ristrutturato.
I lavori saranno svolti da detenuti che saranno pagati con uno stanziamento straordinario di fondi e i tempi di avvio saranno immediati: si partirà con il ripristino degli intonaci e la pitturazione degli ambienti del lato sinistro e del secondo piano per poi completare la ristrutturazione del piano terra e del primo piano, anche con nuovi arredi.
"Dobbiamo assolutamente evitare che con la scusa dell'emergenza si proceda a misure che sarebbero controproducenti e lesive del diritto delle persone recluse" ha dichiarato il Garante regionale delle persone prive della libertà personale Samuele Ciambriello, ponendo l'accento sulla "necessità di rispettare la territorializzazione della pena" e sostenendo l'esigenza di un intervento strutturale che includa anche quattro padiglioni e il centro clinico San Paolo.
"Occorre al più presto metter mano ad una serie di iniziative in grado di umanizzare la pena e di riportare l'esecuzione penale nella legalità costituzionale come ci viene richiesto anche dalle giurisdizioni sovranazionali". Con questa posizione la giunta dell'Unione delle Camere penali italiane ha deliberato, per il 9 luglio, una giornata di astensione dalle udienze che coinciderà con una manifestazione nazionale che si terrà a Napoli, al Palazzo di Giustizia.
Gli avvocati sono contro "un sistema tutto incentrato sul reato e non sulla persona, come se dentro le carceri non vi fosse un essere umano ma solo un'astratta fattispecie di reato". E snocciolano i dati dell'emergenza: sovraffollati quasi tutti gli istituti penitenziari con una media nazionale che sfiora il 130%; un solo medico di base ogni 315 detenuti invece che ogni 150; 930 assistenti sociali e 999 educatori per circa 60mila detenuti.
Intanto, mentre i penalisti si preparano allo sciopero, si prevedono nuovi cambiamenti al Consiglio forense napoletano alla luce della recente pronuncia della Corte costituzionale sulla questione del rinnovo degli ordini professionali e della ineleggibilità dei consiglieri con due mandati consecutivi.
Armando Rossi, già presidente degli avvocati di Napoli e attualmente nell'ufficio direttivo dell'Organismo congressuale forense, ha annunciato che si dimetterà da consigliere dell'Ordine, decisione che sarà formalizzata nella riunione di martedì prossimo. "Ho deciso di rassegnare subito le dimissioni dalla carica di consigliere per dare un segnale concreto e decisivo sulla necessità di superare gli scontri del recente passato e recuperare l'immagine dell'Avvocatura come istituzione rispettosa della legge e degli interessi generali" ha detto Rossi.









