di Piero Rossano
Corriere del Mezzogiorno, 22 agosto 2019
Un rapporto corposo, di oltre 20 pagine, sulle condizioni di vita dei detenuti e sulla struttura del carcere di Poggioreale. Un dossier elaborato dal Garante Nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale, che lascia non pochi dubbi sullo stato della vivibilità all'interno della Casa Circondariale di Napoli, considerata, in alcuni suoi reparti, in palese "violazione dell'articolo 3 della Convenzione europea per la tutela delle libertà fondamentali e dei diritti umani che inderogabilmente vieta ' trattamenti o pene inumane o degradanti'".
Il documento è frutto della visita specifica alla Casa circondariale di Napoli organizzata lo scorso maggio dal Garante nazionale dei detenuti, finalizzata a verificare alcune situazioni e le generali condizioni di affollamento e di dignità delle condizioni detentive e di cui si è avuta notizia solo ieri per una particolare circostanza: la scoperta di presunte violenze in danno di un detenuto con problemi psichici.
Il sovraffollamento - "Nel giorno della visita - si legge nel dossier - l'Istituto, a fronte di una capienza effettiva di 1.515, ospitava 2.373 persone". Numeri che raccontano di una situazione difficile e che evidenziano un sovraffollamento vicino al 50 %. "Il primo aspetto che colpisce, insieme al pesante sovraffollamento - spiega Daniela de Robert, Garante Nazionale dei Detenuti - è la tipologia degli stessi detenuti.
Infatti, pur trattandosi di una Casa circondariale, destinata quindi alle persone in attesa di giudizio o condannate a pene inferiori ai cinque anni, sono oltre 1.000 quelle detenute con una sentenza definitiva o mista su una popolazione totale di 2.370 persone". Struttura inadeguata Quella di Poggioreale è definita nel report una struttura "inadeguata in cui mancano gli spazi comuni per le attività lavorative, culturali o ricreative e le sale per la socialità di reparto". Difficile anche la situazione di alcune le stanze di pernottamento, definite "disomogenee".
Il caso scoperto - Una corposa parte del dossier è riservata ad "alcuni episodi che sono stati oggetto di approfondimento. In particolare - viene alla luce - il caso di una persona che, a seguito di crisi di natura psichica, è stata sottoposta a sorveglianza a vista e trasferita il giorno della visita del Garante in un altro Istituto per generici motivi "disciplinari", senza consentire al Garante stesso di incontrarla". Per il caso specifico, prosegue la nota, "una parte della delegazione si è recata all'istituto dove tale persona si trovava e ha constatato direttamente i visibili segni di lesioni che aveva su varie parti del corpo".
Denuncia ai magistrati Dopo gli approfondimenti e le valutazioni del caso il Garante ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Napoli, presso cui è stato istituito il gruppo specializzato intersezionale per i reati commessi in luoghi di custodia o di detenzione e comunque in danno di soggetti privati della libertà personale.
I punti a favore - Tra tante criticità riscontrate, c' è però qualche se medi speranza. "A Poggioreale abbiamo il più alto numero di volontari carcerari in Italia - spiega Samuele Ciambriello, Garante dei detenuti della Regione Campania - un esercito di persone che quotidianamente offre il loro supporto alle persone recluse in diversi ambiti.
Da non sottovalutare anche la presenza dei frigoriferi nelle celle. Sembra una cosa banale per chi vive fuori da quelle mura, ma avere la possibilità di conservare alla giusta temperatura cibi e bevande specie nella stagione calda è davvero importante".










