di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 12 febbraio 2021
Che il carcere di Poggioreale sia ad alta complessità sanitaria è un dato di fatto. Così come è un dato di fatto che l'emergenza Covid 19 ha messo a nudo quanto sia difficile la gestione sanitaria visto l'evidente sovraffollamento. Come in altri penitenziari, Poggioreale ha avuto periodi nei quali il contagio si era diffuso tra la popolazione penitenziaria tanto da raggiungere nel mese di novembre un totale di 180 casi. Importante l'intervento del garante locale Pietro Ioia e di quello regionale, Samuele Ciambriello, nel denunciare le problematiche emerse e, soprattutto, nel sensibilizzare la magistratura di sorveglianza e le procure, affinché si impegnino per limitare gli ingressi in carcere.
Interventi decisivi anche per gli agenti penitenziari che si ritrovano ad affrontare le difficoltà denunciate anche dai sindacati, tra i quali il Sappe. Il carcere di Poggioreale, d'altronde, costruito agli inizi del secolo scorso risente quindi della corrispondenza del complesso architettonico a un modello di esecuzione della pena meramente custodiale: per questo è del tutto diverso da quello che si vorrebbe attuato in base all'Ordinamento penitenziario. Nonostante i lavori e l'apertura di nuovi padiglioni, rimane difficile la sua compatibilità con le esigenze trattamentali. A questo, aggiungiamo il fatto che, nonostante sulla carta sia una casa circondariale, destinata quindi alle persone in attesa di giudizio con pene inferiori ai 5 anni, ci sia un numero cospicuo di detenuti con una sentenza definitiva o mista. Un fattore destabilizzante che anche il Sappe denuncia.
Ma ritornando all'emergenza sanitaria, nonostante le evidenti difficoltà strutturali, la direzione del carcere di Poggioreale, in sintonia con la Asl, ha gestito in maniera efficiente le criticità. Ed è stato proprio il garante del comune di Napoli Pietro Ioia a metterlo nero su bianco nel dossier annuale.
Nel paragrafo relativo all'emergenza epidemiologica da Covid-19, sono state enunciate tutte le misure adottate dalle Amministrazioni penitenziarie napoletane - quella di Poggioreale compresa per fronteggiare la possibilità di contagi negli istituti. Leggiamo, infatti, che con il diffondersi del virus, l'assetto organizzativo delle carceri napoletani ha risposto all'emergenza epidemiologica su più fronti.
Il personale penitenziario e i detenuti sono stati forniti di dispositivi di protezione individuale e sono stati sanificati gli spazi (camere di detenzione, aree comuni e del personale). È stata implementata la presenza degli operatori sanitari: tre psicologi in più a Poggioreale e uno a Secondigliano, mentre a Nisida sono stati aggiunti due Operatori socio-sanitari de è stata ampliata la copertura oraria della guardia medica e infermieristica.
Si legge sempre nel dossier del garante Pietro Ioia, che a marzo la Protezione Civile ha provveduto al montaggio delle tensostrutture presso gli Istituti di Poggioreale, Secondigliano e Nisida, installate all'ingresso per permettere lo svolgimento dei controlli sui detenuti "nuovi giunti", sugli arrestati e su quelli provenienti da altre carceri.
Il protocollo per questi detenuti prevede tuttora la quarantena cautelativa di 14 giorni; questa viene effettuata nei reparti Venezia e Firenze a Poggioreale e nel reparto semiliberi di Secondigliano, adattati per fronteggiare adeguatamente l'emergenza.
Gli istituti hanno previsto anche l'installazione di termo-scanner e l'uso di termometri a infrarossi per il triage di ingresso di tutto il personale penitenziario (tra cui polizia, personale medico, giuridico- pedagogico e amministrativo, avvocati, magistrati, volontari, garanti e loro collaboratori). Anche i familiari dalla data di ripresa dei colloqui con i detenuti, a maggio, si sottopongono al triage di ingresso in carcere; si sottolinea che nei parlatori tra i ristretti e i loro cari c'è un mezzo divisorio tale da coprire il viso delle persone a colloquio e non permettere contatti fisici interpersonali. A marzo nelle carceri sono iniziati i primi test sierologici e i tamponi mononucleari.











