di Titti Beneduce
Corriere del Mezzogiorno, 14 dicembre 2021
I dati sulla prescrizione si confermano alti, con il 56,1 per cento dei casi in cui il reato viene dichiarato estinto. Ma a dare un'idea dei problemi del processo penale a Napoli sono anche, per esempio, quelli relativi ai ritardi delle udienze: solo nel 3,3 per cento dei casi l'orario di chiamata coincide con l'orario di fissazione del procedimento, mentre nel 96,7 dei casi il processo viene chiamato in ritardo. È l'Eurispes a pubblicare sul suo sito l'ultimo report sullo stato di salute della giustizia penale in Italia, frutto della collaborazione con l'Unione delle Camere penali. La verifica risale al 2019 e, per quanto riguarda Napoli, i processi presi in esame sono stati 739.
Di sesso maschile, italiano, in stato di libertà e assente in aula: la stragrande maggioranza degli imputati ha queste caratteristiche. Al contrario di quanto pensano in molti, solo l'8,1 per cento degli imputati è straniero, mentre il rimanente 91,9 per cento è di nazionalità italiana.
Un altro dato che colpisce è quello sul numero degli imputati: nella città dove i maxi blitz sono frequenti a causa della diffusione della criminalità organizzata e delle frequenza dei cosiddetti reati associativi, la stragrande maggioranza dei procedimenti (80,9 per cento) vede imputata una sola persona.
Napoli però si conferma una città con un alto tasso di reati predatori: tra le imputazioni prevalgono nettamente quelle relative ai reati contro il patrimonio, che da soli rappresentano circa un terzo del totale di quelli monitorati (32,6 per cento); seguono i reati contro la persona (15 per cento), quelli contro lo Stato, le altre istituzioni sociali e l'ordine pubblico (9,3 per cento) e i reati contro la famiglia, la moralità pubblica ed il buon costume (6,2 per cento). A sorpresa, sono ancora meno frequenti i reati tributari (2 per cento), quelli riferibili alle violazioni del Codice della strada (1,5 per cento) e in materia di stupefacenti (1,8 per cento appena).









