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di Ferdinando Bocchetti

 

Il Mattino, 1 giugno 2019

 

"Pestato brutalmente in carcere dagli agenti della Polizia penitenziaria". A riferirlo la madre di un detenuto, G.L., residente a Marano e recluso da qualche tempo in un carcere calabrese. L'uomo, secondo quanto riferito dai suoi familiari ai carabinieri di Marano, presso la cui caserma è stata sporta formale denuncia, sarebbe stato minacciato da un compagno di cella, che lo avrebbe invitato ad aggredire una guardia penitenziaria. Al suo rifiuto, il detenuto sarebbe stato aggredito alle spalle dall'altro recluso che avrebbe tentato di soffocarlo. Le guardie penitenziarie sarebbero intervenute, riuscendo ad evitare il peggio.

G.L., portato in isolamento, sarebbe stato successivamente aggredito da alcuni agenti che indossavano - secondo quanto riportato nella denuncia - "guanti imbottiti al cui interno vi era qualche oggetto pesante". La madre del detenuto - che aveva ricevuta una telefonata dal figlio che l'avvertiva dell'accaduto - si è recata ieri presso il carcere calabrese. I familiari di G.L. hanno sporto denuncia ai carabinieri di Marano, sua città di residenza, e scritto ai giudici del tribunale di sorveglianza. "Abbiamo paura per la sua incolumità - dicono i familiari di G.L. - ci ha raccontato di avere persino paura di scendere in cortile".