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di Titti Beneduce


Corriere del Mezzogiorno, 4 novembre 2020

 

Il tribunale di sorveglianza incrementerà i permessi. È urgente ridurre il più possibile il numero delle persone detenute in carcere: è questo l'appello che rivolgono ai capi degli uffici giudiziari la Camera penale di Napoli e la Onlus "Il carcere possibile".

Gli avvocati si rivolgono anche "a tutte le forze politiche affinché, in sede di conversione del decreto, vengano ampliate e mutale le condizioni di accesso alla misura della detenzione domiciliare". Il documento è stato elaborato dopo l'incontro di lunedì scorso con il provveditore regionale dell'Amministrazione penitenziaria cui erano presenti anche il presidente del Tribunale di sorveglianza di Napoli, il garante regionale per le persone private della libertà personale, i direttori dei tre istituti napoletani di Poggioreale, Secondigliano e Pozzuoli e l'associazione "Antigone".

"Nel corso della riunione - si legge nella nota - si è appreso che negli istituti penitenziari di Napoli si stanno sottoponendo a tampone tutti i detenuti e tutto il personale sanitario e di polizia penitenziaria. Ad oggi sono stati eseguiti già 300 tamponi nel carcere di Poggioreale e nei prossimi giorni verranno eseguiti tamponi, a tappeto anche nell'istituto di Secondigliano.

Dalle verifiche sanitarie effettuate è emerso che il virus ha già varcato le porte del carcere e, pur essendo la situazione ad oggi ancora sotto controllo, in ragione del numero contenuto dei contagiati (circa 20), è ormai indispensabile - ritengono i penalisti - agire con la massima celerità affinché gli istituti possano disporre di spazi da destinare all'isolamento sanitario dei casi sospetti e dei detenuti risultati positivi. Spazi allo stato sostanzialmente assenti, a causa delle gravi condizioni di sovraffollamento in cui si trovano in particolare gli istituti di Poggioreale e Secondigliano".

Qualcosa si muove: il presidente del Tribunale di Sorveglianza, Adriana Pangia, ha riferito che saranno concesse le licenze necessarie a consentire ai detenuti in semilibertà di poter restare a dormire presso le proprie abitazioni fino al 30 novembre, con provvedimento eventualmente prorogabile almeno fino al 31 dicembre. Questa disposizione consentirà di utilizzare, ai fini dell'isolamento, gli spazi detentivi riservati ai semiliberi.

Tuttavia, denunciano Camera penale e Onlus, è ancora troppo poco: "A causa delle numerose condizioni ostative all'accesso alla detenzione domiciliare per coloro che devono espiare pene o residui di pena non superiori a 18 mesi, risulta particolarmente contenuto il numero di detenuti che potranno beneficiare della misura alternativa alla detenzione (ad una prima analisi certamente inferiore a circa 250 detenuti per tutti e tre gli istituti cittadini)".

Si ripresenta poi un vecchio problema legato alla detenzione domiciliare: "Senza contare - si legge ancora nel documento - che la previsione dell'obbligo dell'utilizzo dei braccialetti elettronici per i detenuti con pene da scontare superiori a sei mesi, in quanto da sempre disponibili in numero ampiamente insufficiente, costituirà un' ulteriore condizione di estrema difficoltà di accesso alla misura e produrrà un significativo allungamento dei tempi per la sua concreta applicazione; tempi del tutto incompatibili con l'attuale situazione emergenziale".