ilnapolista.it, 31 maggio 2019
Il progetto si chiama "Regalami un sorriso". Nasce da un protocollo di intesa tra Rotary, carcere, l'Asl Napoli 1 e Istituto "Casanova". Al carcere di Poggioreale, i detenuti in condizioni economiche più disagiate hanno chi cura i loro denti gratuitamente. Accade grazie al progetto "Regalami un sorriso", che fornisce loro protesi dentarie mobili.
Il progetto - Il progetto nasce da un protocollo di intesa sottoscritto dal Rotary International Distretto 2100, il carcere di Poggioreale, l'Asl Napoli 1 Centro e l'Istituto Statale Istruzione Secondaria per odontotecnici "A. Casanova". Quest'ultimo è stato coinvolto grazie al sistema dell'Alternanza Scuola Lavoro. Il progetto "Regalami un sorriso" è nato dall'idea di una rotariana, nella doppia veste di dirigente di istituto per odontotecnici e di Past President del Rotary Club Napoli Castel Sant'Elmo. Prevede la donazione di protesi mobili ai detenuti in condizione di grave disagio economico, fisico e psicologico. Gli allievi, i docenti e i tecnici del Casanova hanno realizzato le protesi in Alternanza Scuola Lavoro con la collaborazione di un tutor esterno, Vittorio Capezzuto. L'Asl Napoli 1 Centro e i volontari odontoiatri rotariani, Luca Mastangelo, Andrea Lalli e Massimo Galletta, hanno effettuato l'assistenza odontoiatrica necessaria.
Il primo anno di attività - Nel primo anno di attività a Poggioreale, non solo sono state donate protesi, ma è stato anche realizzato un corso di orientamento agli studi odontotecnici culminato nell'istituzione di una sezione carceraria di istruzione statale per odontotecnici.
Il secondo anno - In questo secondo anno, a Secondigliano, si è riproposto il progetto con l'intenzione di creare presso l'istituto di pena un Centro di fresaggio odontotecnico. Qui i detenuti potranno non solo formarsi come tecnici del Cad/Cam ma potranno lavorare producendo in autonomia gli elementi richiesti per realizzare protesi.
Le istituzioni coinvolte - Fondamentale il ruolo del Provveditore Regionale per la Campania Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria e del Garante Nazionale per i diritti dei detenuti, che hanno sostenuto l'iniziativa del Rotary.
A garantire lo svolgimento virtuoso del progetto la direttrice dell'Istituto di Pena, Giulia Russo e il dirigente del servizio di Medicina Penitenziaria, Lorenzo Acampora. L'azione di grande valenza sociale evidenzia il valore della persona favorendone il recupero e riorientandolo verso i valori della socialità, legalità e inserimento lavorativo.










