di Natascia Festa
Corriere del Mezzogiorno, 21 giugno 2025
“Crisi come opportunità” con Lucariello ha portato a Palazzo Reale il concerto dei ragazzi degli istituti di pena minorile. Le onde sonore oltrepassano i muri come i sogni. Non importa se siano quelli di un carcere: funziona lo stesso. Anzi meglio. Si è ben visto ieri sera, nel Cortile delle carrozze di Palazzo Reale, dove per il Campania Teatro Festival, è andato “in scena” il concerto dei giovani artisti dagli Istituti di pena minorile di Airola e Nisida. A presentarlo sono stati Giovanna Sannino e Gaetano Migliaccio, attori della serie di culto “Mare Fuori”. Oltrepassare i muri anche fisicamente è stato possibile grazie all’associazione “Crisi Come Opportunità” che propone laboratori rap nelle carceri minorili, nell’ambito del progetto nazionale Presidio culturale permanente negli Istituti Penali per minorenni, nato da un’idea di Lucariello. È lui - all’anagrafe Luca Caiazzo - che cura incontri settimanali con artisti e formatori qualificati, guidando laboratori di scrittura e registrazione di rap e promuovendone altri per la messa in scena di spettacoli, la creazione di cortometraggi.
“La musica non redime, ma accende. Accende pensieri, possibilità, speranze. In carcere portiamo parole che fanno rumore dentro, per provare a cambiare il fuori” dice il rapper Lucariello che è socio e coordinatore per la Campania di Cco. È nato così Portami là fuori che è “prima di tutto il racconto di un approccio, che scaturisce in un progetto, narrato con un concerto che ha visto coinvolti artisti dentro e fuori le sbarre” spiega una nota. Al centro c’è “la forza riabilitativa della musica come arma di riscatto sociale per i giovani in situazione di temporanea difficoltà”. Con il concerto di ieri e con molte altre iniziative, Campania Teatro Festival e Presidio culturale permanente vogliono ridare speranza a ragazze e ragazzi che pensano di non averne più. Sul palco di Palazzo Reale, alcuni residenti nei due istituti minorili hanno emozionato cantando pezzi rap inediti elaborati nelle lunghe giornate al di qua delle sbarre, insieme con Carbonio, artista del Centro Diurno di Santa Maria Capua Vetere e Fandy, rapper dalla comunità Kayrós (Milano). Con loro Oyoshe e Shada San, lo stesso Lucariello e Federico di Napoli che conclude: “Sono felice di insegnare, ma anche di imparare, che la musica può essere un ponte verso il cambiamento. Sono orgoglioso di poter aiutare qualcuno (anche me stesso) a trovare un modo nuovo per raccontarsi, immaginarsi”.









