di Antonio Mattone
Il Mattino, 28 novembre 2019
Il cardinale Crescenzio Sepe ha proseguito il suo viaggio nelle carceri cittadine visitando ieri mattina la Casa circondariale "Giuseppe Salvia Poggioreale", dopo essere stato la settimana scorsa a Secondigliano. Quest'anno, infatti, la Lettera pastorale indirizzata ai fedeli della diocesi di Napoli, è dedicata alla sesta opera di misericordia: visitare i carcerati.
Ad accoglierlo c'erano cento detenuti che frequentano i corsi di catechesi con il cappellano don Franco Esposito, gli altri sacerdoti, suore e volontari. Dopo il saluto della direttrice Maria Luisa Palma, il coro del Conservatorio di San Pietro a Majella ha eseguito una serie di brani di musica sinfonica e di canzoni napoletane, ascoltato in religioso silenzio dai presenti. Alcune domande poste dai detenuti rispetto all'atteggiamento della società nei confronti di chi esce dal carcere e cerca un lavoro e il perdono.
Il Cardinale ha confermato la vicinanza della chiesa verso chi ha commesso degli errori, evocando la storica visita di Papa Giovanni XXIII a Regina Coeli appena salito sul trono di Pietro. I prossimi appuntamenti sono in programma il 5 e 17 dicembre nel carcere minorile di Nisida e in quello femminile di Pozzuoli, mentre l'arcivescovo tornerà a Poggioreale per la fine dell'anno, quando durante la messa di ringraziamento impartirà i sacramenti del battesimo, eucarestia e cresima a un detenuto peruviano. Un incontro denso di significato nel penitenziario dell'emergenza sovraffollamento.
Nello spirito della sua lettera pastorale "Visitare i Carcerati", che richiama l'omonima opera di misericordia, il cardinale Crescenzio Sepe è stato già nel carcere di Secondigliano. "La Chiesa di Napoli - aveva spiegato la Curia in una nota nell'annunciare le visite - volge particolare attenzione al mondo del carcere, ai detenuti, alle loro famiglie, "per collaborare al recupero umano e al reinserimento sociale di quanti hanno perduto la libertà".










