di Chiara Marasca ed Elena Scarici
Corriere del Mezzogiorno, 17 ottobre 2022
Il vescovo all’inaugurazione: “Qui giovani trovavano morte, ora sogni”. Sorge al posto della Vela H. Il taglio del nastro per la Facoltà di Scienze Infermieristiche della “Federico II”. Manfredi: “Vittoria contro il pregiudizio”. Polemica politica sulla “paternità” del progetto e protesta dei disoccupati.
“Oggi Napoli si congiunge ad una delle sue periferie più dimenticate ed etichettate, oggi in un luogo dove molti giovani venivano a cercare la morte inizia una storia nuova, in questo quartiere i giovani verranno a costruire il proprio futuro”. Così il vescovo di Napoli, monsignor Domenico Battaglia durante la cerimonia di benedizione del polo universitario della “Federico II” a Scampia. I giovani, ha sottolineato il vescovo, verranno a “raccogliere sapienza e coraggio per servire coloro che hanno più bisogno di aiuto, i malati e i deboli”. “Vogliamo che il signore benedica questo luogo e che benedica i loro sogni di riuscita della loro vita ordinandoli alla giustizia e alla pace”, ha aggiunto. Stamane c’è stata l’inaugurazione della Facoltà di Scienze Infermieristiche. Ieri sera il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi aveva salutato sui social la partenza delle attività universitarie nel quartiere dell’area Nord di Napoli parlando di un “progetto fortemente voluto e di cui abbiamo accelerato la conclusione perché crediamo possa avere un impatto positivo sia per il quartiere che per l’intera area Nord della città, cambiando la narrazione negativa di questi luoghi”.
Al posto della Vela H - Il nuovo polo dell’ateneo nasce lì dove prima c’era la Vela H, uno dei simboli di un quartiere, Scampia, che da anni lotta per smettere di essere una delle più grandi piazze di spaccio d’Europa e per non essere più solo ed esclusivamente la terra di Gomorra. “La rigenerazione urbana di Restart-Scampia, il programma di riqualificazione del verde urbano, la realizzazione della pista ciclabile ed un’adeguata implementazione del sistema di trasporti hanno tutti l’obiettivo di rendere fertile un territorio dalle grandi potenzialità, portando formazione e sviluppo economico”, ha detto ancora Manfredi, per il quale “il valore di questa inaugurazione non è il successo di qualcuno, ma è la vittoria di una città, di un quartiere su un pregiudizio che Scampia fosse luogo di morte, di camorra, che fosse il posto in cui le cose non si fanno mai, dove si parla e non sia arriva mai al risultato, non è così”.
I corsi, gli studenti e gli ambulatori - Un’aula magna da 520 posti, 33 aule per accogliere a regime 2660 studenti, 16 corsi di laurea triennale e 6 di laurea magistrale di Professioni sanitarie, 16 laboratori didattici, 16 ambulatori e stanze di degenza, un parcheggio sotterraneo da 90 posti auto e uno scoperto da 80 posti. Ecco alcuni dei numeri del complesso dell’Università Federico II di Napoli inaugurato oggi a Scampia. Lì dove sorgeva la Vela H, oggi hanno fatto il loro ingresso i primi studenti, circa un centinaio a cui progressivamente si aggiungeranno gli altri per arrivare a oltre 800 studenti nel secondo semestre. “Oggi è una grande emozione con cui proclamiamo l’ingresso della comunità di Scampia nella rete della cultura, della formazione universitaria d’eccellenza, della ricerca, dello sviluppo tecnologico, dell’assistenza medica avanzata - ha detto il rettore, Matteo Lorito - questo risultato è un orgoglio per Napoli, per la Campania e il Paese. Siamo consapevoli che la presenza dell’Università è strumento potente contro il rischio di degrado culturale e sociale per un quartiere che vuole liberarsi da un’immagine negativa ormai obsoleta e vuole sentirsi parte viva del contesto metropolitano”. L’edificio ha 7 piani di cui 1 interrato. Le aule si trovano dal piano interrato e fino al secondo piano. In particolare le aule collocate al secondo piano si caratterizzano per la loro potenziale modularità: possono avere la classica disposizione con sedie allineate o avere posti distribuiti attorno a scrivanie per lavorare in gruppo o per svolgere esercitazioni. Al terzo piano ci saranno i laboratori didattici e per attività di ricerca che sono in corso di allestimento, Pertanto al momento le attività di tirocinio pratico dovranno ancora essere effettuate presso il Policlinico Federico II. Nella sede di Scampia si svolgeranno non solo le lezioni dei corsi, ma anche le sedute di laurea. “La sede di Scampia è l’occasione per applicare nuove metodologie didattiche e formative ai primi anni dei corsi di laurea delle Professioni sanitarie - ha spiegato Maria Triassi, presidente della Scuola di Medicina dell’Ateneo - l’obiettivo è realizzare qui un polo didattico della medicina altamente tecnologico in cui grazie all’impiego di strumenti e attrezzature di ultima generazione si possa offrire ai nostri studenti, i futuri professionisti della sanità, una didattica avanzata e di altissima qualità che consenta un’interconnessione tra la teoria delle lezioni frontali e la pratica nei laboratori”. Il quarto e quinto piano della struttura saranno dedicati agli ambulatori per l’assistenza territoriale e dovrebbero essere operativi per l’inizio del 2023. Le prime attività assistenzialistiche saranno di specialistica ambulatoriale - ha spiegato il direttore generale dell’Azienda ospedaliera universitaria Policlinico, Giuseppe Longo - “che è espressione del territorio”. I primi ambulatori saranno per disturbi nutrizionali, un Centro anti diabete e un Centro prelievi. Nella piazza, posta al centro dell’edificio, un albero di ulivo a simboleggiare la pace e la crescita dei giovani e del quartiere.
Il ministro Messa: ci sia interazione con comunità locale - “Spero e mi auguro che la comunità accademica sia in forte interazione con la comunità locale. Ho letto di associazioni e comitati di zona a cui faccio i complimenti per quanto fatto, attendono forte questo rapporto”, ha detto nel corso del suo intervento il ministro della Ricerca e Università, Maria Cristina Messa. “Sappiamo bene che queste iniziative non vanno avanti da sole, hanno bisogno dell’attenzione collettiva che non è fatta solo di finanziamenti ma di processi, aspetti organizzativi, significa rendere il luogo vivibile per tutti, produttivo, forte”, ha concluso.
La protesta dei disoccupati - Ma è stato un taglio del nastro preceduto a poi accompagnato da alcune polemiche e proteste. In piazza, stamattina, a Scampia, sono scesi i disoccupati. Poco prima dell’inaugurazione della sede universitaria gli attivisti del Comitato Vele, Cantiere 167 e Movimento disoccupati 7 novembre hanno esposto uno striscione con lo slogan “Siamo solo sognatori abusivi”. “La gente come noi non molla mai” urlano, rivendicando che quello che si è ottenuto a Scampia è anche merito della loro lotta. “Siamo stanchi di aspettare, noi vogliamo lavorare”, urlano.
Nardella: sia fattore propulsivo - “Oggi si stanno determinando le condizioni per una reale rigenerazione urbana. L’Università sarà, in questo senso, un fattore propulsivo”, ha commentato Nicola Nardella, presidente della Municipalità 8 del Comune di Napoli, aggiungendo: “Immaginiamo, con riferimento all’idea di sviluppo, non una mera espansione cementizia lungo una traiettoria territoriale, per intenderci, dal margine della città alla conurbazione a nord di essa, ma una espansione della qualità dei servizi, dei parchi, delle strutture commerciali, in una parola: della vita nella sua interezza. In questo senso l’Università rappresenterà non solo uno spazio di produzione di saperi, con la sua vocazione alla ricerca, ma anche un punto di apertura alla ricchezza che il territorio esprime. L’Università vivrà interconnessa alle tante associazioni, in maniera tale da poter determinare la “Rete del Buon Futuro”.
L’ex sindaco de Magistris: idea di Bassolino realizzata da noi - Ma nel giorno dell’inaugurazione non sono mancate le polemiche sulla genesi e sulla paternità del progetto: “La sottoscrizione dell’accordo risale al 2006, giunta Bassolino, poi i passaggi principali sono avvenuti sotto l’amministrazione che ho avuto l’onore di guidare, con un lavoro enorme fatto soprattutto dagli assessori Carmine Piscopo e Mario Calabrese”, dice l’ex sindaco di Napoli Luigi de Magistris, che ripercorre in una dichiarazione tutti i passaggi della realizzazione del progetto, che ha subito più di uno stop: “Per pochissimo, causa soprattutto Covid, non l’abbiamo potuta inaugurare noi”, commenta, e poi conclude: “Per quanto riguarda il ruolo centrale del Comune di Napoli in questa opera: a Bassolino l’idea di averla pensata, la Iervolino non pervenuta, a noi quella di averla praticamente realizzata in collaborazione con gli altri partners istituzionali (nel mio ultimo sopralluogo poco più di anno fa era praticamente completata), a Manfredi di tagliare il nastro”. Polemico anche il consigliere di opposizione ed ex pm Catello Maresca, che ieri ha scritto su Facebook: “Domani non andrò alla sfilata dei politicanti per l’inaugurazione della sede dell’Università a Scampia. Invece di raccontare favolette a cui ormai credete solo voi, pensate a risolvere i veri problemi della città. Altrimenti sarà l’ennesima cattedrale nel deserto dell’ipocrisia e dell’incapacità politica. E poi se c’è qualcuno che si deve ringraziare per questa opera è l’ex rettore Trombetti”.









