Corriere del Mezzogiorno, 20 gennaio 2023
Un esperimento che nasce dalla collaborazione tra il centro penitenziario e la Federico II. Proiettare per i detenuti un film nel quale si racconta come possano crollare le divisioni e le barriere che si generano all’intenso del mondo carcerario: è l’esperimento che si farà oggi alle 14.30 nel centro penitenziario “Mandato” di Secondigliano, dove i reclusi potranno vedere il film di Leonardo Di Costanzo “Ariaferma”. Si tratta di un incontro organizzato dal Polo universitario penitenziario dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”.
Un penitenziario innovativo - Un esperimento non casuale: il carcere di Secondigliano è un luogo particolare perché, nonostante il numero di detenuti superi quello previsto, nonostante la difficoltà di una struttura che sorge in un territorio complesso, qui la detenzione può rappresentare un’occasione di rieducazione per chi vive questa condizione.
Polo universitario - Nel carcere “Mandato” è stato creato dall’Università “Federico II” il più grande polo universitario penitenziario d’Italia, quello con più corsi e con più studenti del Paese, lo stesso in cui una persona come Pierdonato Zito, dopo più di 30 anni di carcere di cui 8 al 41 bis, è riuscita a laurearsi con 110 e lode in Sociologia, mostrando che il trattamento penitenziario può essere un successo.
Dopo il film il dibattito - Prima della proiezione interverranno Giulia Russa, direttrice della struttura, e Samuele Ciambriello, garante regionale dei detenuti. Dopo il film si aprirà un dibattito sul valore della pena detentiva e sulla situazione del sistema penitenziario italiano al quale prenderanno parte il regista Leonardo Di Costanzo, l’attore Sasà Striano, la professoressa Marella Santangelo, che è la delegata del rettore per il Polo universitario penitenziario, e la dottoressa Lucia Castellano, provveditrice regionale per l’amministrazione penitenziaria.










