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di Elena Scarici

Corriere del Mezzogiorno, 28 aprile 2023

La popstar inglese a pranzo con i detenuti nella giornata trascorsa per realizzare il videoclip della nuova versione di “Fragile”, dedicata a loro ed eseguita con la chitarra che i reclusi hanno realizzato con il legno dei barconi dei migranti. “Sono qui per onorare il lavoro delle vostre mani”. Così Sting si è presentato stamattina ad oltre cento detenuti del penitenziario di Secondigliano che per un giorno si sono sentiti veramente liberi. Fra loro alcuni di Articolo 21, gli universitari e i rappresentanti di altri padiglioni. Ma dalle finestre hanno assistito all’incontro anche alcuni ergastolani. In tanti hanno ascoltato alcuni brani del repertorio della popstar britannica e cantato con lui per un evento indimenticabile.

Un regalo in musica che li ha ripagati, probabilmente, di tanti giorni tristi. Ed eccoli ad applaudire, ad essere parte attiva perché il tutto dovrà rientrare in un videoclip in cui gli stessi detenuti saranno protagonisti. Il concerto speciale si è tenuto all’aperto, negli spazi dove i reclusi lavorano il legno e realizzano gli strumenti con il fasciame dei barconi dei migranti. È qui che hanno costruito anche la famosa chitarra con cui Sting ha suonato le sue hit, insieme al quartetto d’archi, tra cui “Fragile”, in una versione nuova ascoltata proprio qui a Napoli, ed “Every breath you take”. Ma Sting si è seduto anche a tavola con i detenuti, con i quali ha condiviso un pasto tipicamente napoletano: gnocchi, polpettone e patate. Il tutto per mantenere la promessa fatta qualche mese fa all’ex parroco del Rione Sanità, padre Antonio Loffredo.

Era stato proprio il sacerdote a proporgli questo incontro, questa occasione. Fra gli ospiti, oltre alla direttrice del carcere, Giulia Russo, la vicepresidente del Senato, Maria Domenica Castellone, la responsabile dell’amministrazione penitenziaria Lucia Castellano, il cappellano del carcere don Giovanni Russo, il garante regionale dei detenuti Samuele Ciambriello. Quest’ultimo ha commentato: “Sono grato alla Casa dello Spirito e delle Arti e a padre Antonio Loffredo per avere regalato questa occasione che ha trasformato per qualche ora la reclusione in inclusione”. Sting ha lasciato il carcere a pomeriggio inoltrato felice. Ma lo sono stati anche i detenuti. Liberi e fortunati, per aver deciso di partecipare al progetto Metamorfosi, promosso da La Casa dello Spirito e delle Arti di Milano, nato da un’idea di Arnaldo Mondadori.