di Vincenzo Esposito
Corriere del Mezzogiorno, 20 febbraio 2025
È la prima volta che accade. La curatrice Bifano: grande successo nel carcere di Secondigliano dei corsi di teatro. Per la prima volta una delegazione di trenta attori (tutti “regolarmente” detenuti) lascerà il carcere di Secondigliano per recitare sul palco di un vero teatro, davanti a un pubblico altrettanto vero. La Tempesta di William Shakespeare andrà in scena alle 18 del 20 febbraio nel teatro Trianon di Forcella. Una produzione curata e diretta da Marta Bifano in collaborazione con il ministero della Giustizia. Fino ad ora la “licenza recitativa” all’esterno di un penitenziario era stata concessa, e molto raramente, soltanto a un massimo di dodici detenuti.
“Questa - spiega Marta Bifano - è la compagnia più numerosa che abbia mai lasciato un carcere. E ce lo siamo meritato. C’è grande passione e enorme trasporto nei detenuti che ogni giorno non vedono l’ora che inizino le prove. Sono emozionati e felici di poter recitare all’esterno”. Ma è la prima volta che accade? “Lo spettacolo era già andato in scena a ottobre per “Affabulazione”, la rassegna di teatro, musica e danza organizzata dal Comune di Napoli, ma avevamo recitato dentro le mura”. Un successo? “Sì, un’esperienza bellissima. Ogni giorno - conclude Bifano - tanti detenuti chiedono di entrare nella compagnia teatrale e nel progetto. Mi sa che il prossimo spettacolo che allestiremo sarà Carosello napoletano, così potranno esserci tutti”.
Il via libera del ministero della Giustizia - L’allestimento del testo di Shakespeare, riadattato da Jorge Troccoli, è la restituzione del laboratorio culturale inclusivo e integrato di arteterapia e sartoria teatrale, rivolto alle persone detenute nella casa circondariale di Secondigliano. Infatti a tutto ciò che concerne il “contorno” dello spettacolo hanno lavorato altri dieci detenuti, realizzando gli abiti e le scene della “Tempesta”. Con i detenuti reciteranno anche alcuni attori professionisti.
Chissà perché Shakespeare è il poeta “preferito” da chi vive dietro le sbarre. Forse perché nelle sue opere ha riversato tutti i temi dell’umano sentire (il tradimento, la vendetta, il perdono e l’amore). La Tempesta di domani sera al Trianon ricorda Cesare deve morire, un film del 2012 diretto da Paolo e Vittorio Taviani che narra la messa in scena del Giulio Cesare di William Shakespeare da parte dei detenuti di Rebibbia diretti dal regista teatrale Fabio Cavalli. Un film “potente”, ha vinto l’Orso d’oro al Festival di Berlino 2012.











