di Elena Scarici
Corriere del Mezzogiorno, 18 novembre 2024
Dieci detenuti del carcere di Secondigliano in attesa di libertà riceveranno questa mattina il diploma di barista professionista grazie al progetto “Un chicco di speranza”, promosso dall’azienda Kimbo in collaborazione con la diocesi partenopea. A ricevere il titolo dalle mani di Giulia Russo, direttrice della casa circondariale di Secondigliano, e di Mario Rubino, presidente di Kimbo, saranno Enzo, Davide, Raffaele, Roberto, Giuseppe, Antonio, Ciro, Francesco, Felice, Salvatore... napoletani, casertani e salernitani, di età comprese tra i 27 e i 63 anni, che hanno seguito i corsi di formazione con i docenti “caffesperti” formatori.
Il conseguimento del diploma da parte dei 10 detenuti rappresenta la conclusione del primo ciclo di attività previsto dal progetto. I dieci detenuti hanno svolto, nell’arco di due mesi, un’attività di training funzionale alla formazione professionale di barista quale opportunità di reinserimento sociale e lavorativo che li ha visti studiare tra i banchi del Kimbo Training Center, dove gli esperti di caffè, hanno condiviso le loro esperienze e i loro piccoli “segreti”. Strutturato in due aree didattiche - un’area tecnica con dieci postazioni altamente professionali ed un’area teorica per l’alta formazione con cinquanta posti a sedere e con i necessari servizi audiovisivi - il Training Center è dotato anche di un vero e proprio bar dedicato alle diverse metodologie di estrazione del caffè, esperienza preziosa per i detenuti che hanno potuto fare pratica con le varie miscele.
Il cappellano Giovanni Russo si è adoperato per stimolare l’interesse dei detenuti nei confronti del progetto, accompagnando e sostenendo moralmente i destinatari nello sviluppo di una dimensione personale positiva rispetto alla scelta professionale, nella prospettiva di costruzione di un nuovo progetto di vita.
“Un Chicco di Speranza” proseguirà nel 2025 per sviluppare i due successivi segmenti del progetto: saranno allestiti all’interno dell’istituto penitenziario, in aule già individuate, un laboratorio ed un magazzino per la riparazione e la rigenerazione delle macchine bar di proprietà di Kimbo da utilizzare nel settore Ho.Re.Ca.; a questa attività saranno destinati sei detenuti in regime di art. 20 ter o 21, nonché beneficiari della misura alternativa della semi-libertà, che saranno preventivamente formati attraverso un corso tenuto nelle aule della casa circondariale da personale altamente specializzato. Infine con il coinvolgimento della Facoltà di Agraria della “Federico II”, sarà sperimentata la coltivazione di una piccola piantagione di caffè in un percorso di sostenibilità, sfruttando le potenzialità organolettiche di un appezzamento di terreno, dell’estensione di 10.000 mq, ubicato nel perimetro dell’istituto penitenziario.











