sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Francesca Piccolo

Il Mattino, 9 giugno 2024

Questa mattina al Borgo dei Marinari i ragazzi dell’Area penale di Napoli continueranno la loro simbolica risalita in superficie. Grazie infatti al progetto Bust Busters i ragazzi si immergeranno con i palombari della Marina Militare, gli istruttori di MareNostrum, il Dipartimento Marino di Archeoclub Italia tutti protagonisti di un intervento di pulizia dei fondali nel Golfo.

L’imbarcazione “MareNostrumDike” ha aperto un nuovo orizzonte per i giovani detenuti, quasi tutti incappati in reati di spaccio, oggi diverranno invece palombari certificati. Un’occasione “Da cogliere per un lavoro vero - ci spiega Mariangela Cigliano, coordinatrice Area Tecnica del dipartimento di Giustizia. “Una rete virtuosa nata all’ombra del Castel dell’Ovo, per una prima collaborazione tra Stato Maggiore della Marina militare e Dipartimento della Giustizia minorile - ci spiega il comandante di Vascello Nello Cuciniello - partita tre anni fa con il coinvolgimento delle associazioni, in primis Archeoclub Italia e Arpa Campania - Il mare è nelle corde dei nostri ragazzi ospiti dell’Area penale - continua Mariangela Cigliano- grazie anche alla sinergia con l’area esterna, dove i ragazzi vengono individuati dal servizio sociale attraverso la prova e l’orientamento al fine di intraprendere un percorso di uscita dalla devianza attraverso la formazione, l’apprendimento delle tecniche subacquee, ma soprattutto tramite l’educazione all’ambiente e il coaching. L’obiettivo è sedimentare il concetto di squadra e scalfire quello di gruppo di appartenenza delinquenziale”.

Testimone tangibile di un riscatto per la legalità è il vascello MareNostrumDike. Il veliero - oggi tirato a lucido e ormeggiato in banchina - fu testimone di “Storie crudeli che oggi si incrociano, un tempo, questa imbarcazione si chiamava Oceanis 473 - ci racconta Rosario Attanasio presidente nazionale di Archeoclub Italia - con la quale gli scafisti trafficavano persone, bambini, anziani, donne, sulla tratta dalla Turchia. Intercettata con 104 disperati a bordo, sequestrata dalla Guardia di Finanza, il bene è stato affidato in custodia ad Archeoclub D’Italia dalla Procura della Repubblica di Ragusa e da 3 anni è protagonista del percorso di riscatto per questi ragazzi, inseriti nell’Area penale di Napoli”, conclude Attanasio.

Cultura della legalità e della sostenibilità sono la mission del progetto: “Sosteniamo da anni un meccanismo virtuoso per il bene dell’ecosistema marino con la pulizia dei fondali coordinandoci con le Istituzioni - ci spiega il responsabile di SAE Ambiente Ferdinando Sarno - “Noi facciamo rete con i ragazzi dell’Area Penale, offrendo loro khow how e strumenti, da anni l’azienda si impegna attivamente nel recupero di materie prime da rifiuti vegetali per la produzione di Biogas avanzato, come il diesel rinnovabile (HVO), il carburante sostenibile per l’aviazione (SAF) e il biodiesel. La maggior parte dei rifiuti raccolta in mare sarà riciclata- precisa Sarno”.

Nell’organizzazione è stato fondamentale il contributo del Circolo Savoia, da sempre partner del progetto Bust Busters: “Siamo felici di essere ancora tra i protagonisti di un’iniziativa di pulizia dei fondali che interesserà il Borgo Marinari è un modo per tenere alta l’attenzione verso il senso civico e il voler prendersi cura della città e di offrire opportunità ai giovani” - ha dichiarato Fabrizio Cattaneo della Volta, presidente Reale Yacht Club Canottieri Savoia.

Si incrociano negli occhi dei ragazzi storie straordinarie, Mirko, già maggiorenne, ci dice orgoglioso “oggi ritirerò il brevetto di sub di II livello, vorrei lavorare con i turisti”. Il comandante Cuciniello ci dichiara con emozione che “...i ragazzi, inseriti nei percorsi da 10-15 unità nel triennio, partecipano a numerose operazioni di pulizia dei fondali prima Amalfi, poi saranno con gli uomini della Marina militare a Positano, la Marina - conclude Cuciniello - è da sempre supporto per chi decide di abbracciare una nuova vita in difesa del mare”.