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di Sandro Marotta

La Stampa, 14 ottobre 2025

Né in carcere né in ospedale, non a Cuneo e nemmeno a Genova: ancora non trova un luogo adatto dove scontare la pena il detenuto obeso che per più di un mese è stato ospitato al Santa Croce e da due settimane è nel già sovraffollato carcere di Marassi. “Nel corso di più di una conversazione telefonica il mio assistito, non poco amareggiato e manifestando segnali di sofferenza, continua a lamentare una sorta di inspiegabile indifferenza per le proprie drammatiche condizioni di salute”: così attacca la lettera che l’avvocato del detenuto, Luca Puce, ha inviato alla direzione del carcere di Genova.

“Alla luce di un quadro clinico in evidente peggioramento - si legge nel documento - la invito, senza indugio alcuno, ad impartire le dovute istruzioni a chi di competenza, al fine di garantire un adeguato trattamento terapeutico, ad oggi assolutamente omesso da parte della direzione sanitaria”.

Il 50enne è diabetico, pesa tra i 230 e i 260 kg e il suo caso sta evidenziando un vuoto nella tutela sanitaria dei detenuti clinicamente obesi e con disabilità. Per esempio, non ha un piano alimentare ad hoc, con famiglia e avvocati parla solo in videochiamata, perché la carrozzina su cui si sposta non entra nella sala colloqui del carcere di Genova. Le condizioni sono critiche “a partire dal letto, assimilabile più ad una branda, non idoneo a sorreggerne la massa corporea - continua il legale -. Il mio assistito lamenta anche una ininterrotta degenza, lungo e disteso […] senza che nessuno si prodighi, anche e solo per qualche ora, di metterlo seduto. Il tutto in attesa di essere ritrasferito a Cuneo o Torino, una volta predisposta un’appropriata accoglienza di cui nulla si sa nello specifico”. Conclude Puce: “Confido in un intervento che scongiuri il verificarsi di improvvisi (forse ancora evitabili) peggioramenti della situazione”.