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di Diego Molino

La Stampa, 14 luglio 2024

Riunione dei commercianti con gli assessori di Politiche Sociali, Sicurezza e Commercio. Nasce un tavolo di lavoro permanente. Rosatelli: “Comune lasciato solo, intervenga l’Asl”. “È ora di fare qualcosa per affrontare la questione dei clochard, che ormai riguarda tutta la città e in tutti i periodi dell’anno”. Sono le “casette” di cartone, con materassi e tende sotto i portici e davanti alle vetrine dello shopping, uno dei problemi messi in cima alle urgenze dai negozianti torinesi. Il trend è in aumento e le difficoltà non mancano, come conferma l’assessore comunale alle Politiche Sociali Jacopo Rosatelli, che dice: “Anche l’Asl deve fare la sua parte, invece finora la Città è stata lasciata da sola”.

A fare il punto sulle criticità che investono non solo la zona centrale, ma anche le aree periferiche, sono le associazioni di categoria di Ascom e Confesercenti in riunione con altri due assessori: al Commercio Paolo Chiavarino e alla Sicurezza Marco Porcedda. A entrare nel merito della situazione è la presidente di Ascom Maria Luisa Coppa: “I nostri esercenti spesso ci parlano dei problemi legati a sicurezza e degrado, di una città che restituisce un senso di trascuratezza - spiega. Ci sono installazioni e bivacchi sia nelle zone desertificate, dove l’assenza di negozi favorisce i dormitori a cielo aperto, ma anche a ridosso delle vetrine dello shopping”. L’emergenza senzatetto mette d’accordo tutti i commercianti, come conferma il presidente di Confesercenti Giancarlo Banchieri: “Chiediamo un progetto complessivo, è comprensibile che non si possa fare dall’oggi al domani, ma è il momento di partire - commenta -. Non è solo una questione di persone in difficoltà economica, fra i clochard ci sono tanti casi di dipendenze e problemi psichiatrici che vanno aiutati. Il degrado è permanente”.

Appello che l’assessore Rosatelli ha raccolto senza nascondere le difficoltà: “Il Comune attraverso i vigili e i servizi sociali garantisce una presenza costante, ma lo stesso non si può dire dell’Asl, che interviene soltanto su segnalazione diretta - spiega -. È una situazione che crea delle criticità da sempre, nonostante due anni fa sia stato stipulato un protocollo per la gestione integrata dei senza fissa dimora sottoscritto da Comune, Regione, Asl, Arcidiocesi e Prefettura”. Secondo Rosatelli a essere stati disattesi sono gli impegni presi con il progetto StraDoc, che prevedeva la presenza di medici e infermieri in strada. “Alla nuova amministrazione regionale chiediamo di affrontare insieme le difficoltà e dare corso a quanto promesso, per un cambio di passo”. La versione di Rosatelli, insomma, è che il Comune da solo non può farcela, nonostante nei mesi passati siano stati aumentati i posti di accoglienza a bassa soglia, come quelli ricavati nella palazzina C dell’ex Buon Pastore. Nel frattempo è stato istituito un tavolo di lavoro permanente fra la Città e i commercianti, per mantenere un dialogo costante sulle emergenze.

Intanto crescono anche le spaccate nei negozi, un trend che riguarda tutti i quartieri. È lo stesso Banchieri che fa una richiesta: “Bisogna creare bandi ad hoc per aiutare i commercianti ad aumentare le dotazioni di sicurezza all’interno del negozio, penso per esempio alle telecamere di sorveglianza”. E aggiunge: “È però necessario anche un sostegno a quegli esercenti che devono farsi carico dei costi per sostituire le vetrine rotte, perché con l’aumento dei casi le assicurazioni stanno cominciando a non pagare i danni