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di Clirim Bitri

 

Ristretti Orizzonti, 20 febbraio 2015


"Uno in meno", "Ottimo speriamo abbia sofferto"... e così via, questi i commenti su Facebook di alcuni Agenti al suicidio di un ergastolano nel carcere di Opera. Io che sono detenuto non ho provato Odio o Rabbia verso questi soggetti, ma soltanto un grande senso di pietà, ho provato pietà per il loro livello di cultura, pietà per la loro stupidità, per la loro mancanza di umanità.

Nei miei anni di detenzione molte volte ho sentito frasi come: "mettiti la corda", "impiccati", frasi dette da qualche agente ai detenuti, ma siccome in carcere è vietato avere mezzi di registrazione e per esperienza ho imparato che il Detenuto anche quando ha ragione ha sempre torto, ho fatto finta di non sentire e cercato di ascoltare i problemi dei miei compagni detenuti e consigliare loro di rivolgersi a qualche altro agente. Queste persone che hanno avuto la "brillante idea" di rendere pubblici i lori pensieri, io le ringrazio per aver detto in modo chiaro a cui nessuno avrebbe creduto se lo avessimo detto noi. Mi domando anche: se i cattivi siamo noi, questi a quale categoria appartengono? Scusatemi, lo so, anche loro fanno parte delle schiere di persone che vengono stipendiate per rieducarci. Sono certo che per la maggior parte gli agenti della Polizia Penitenziaria sono persone che svolgono il proprio compito con correttezza ed onestà, ma non illudiamoci che solo quelli che hanno commentato pubblicamente la pensino cosi, ce ne sono tanti altri.

Vorrei invitare i soggetti che vivono la frustrazione di questo pesante lavoro a scegliere se possibile di fare qualcosa che gli piace e lasciare il loro posto a chi sa compiere il suo dovere in modo più umano.