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Ristretti Orizzonti, 13 ottobre 2019


Si è svolta venerdì 11 ottobre nel teatro del carcere di Parma una giornata di formazione per i giornalisti organizzata dalla locale redazione di Ristretti Orizzonti e dalle due associazioni "Per ricominciare" e "Verso Itaca", in collaborazione con l'Ordine dei Giornalisti dell'Emilia Romagna.

"Verità e riconciliazione. Giornalisti, magistrati, esperti, vittime e autori di reato si interrogano sul senso delle parole", questo il tema su cui si sono confrontati alcuni redattori ristretti e gli ospiti presenti all'incontro.

Dopo il saluto del vice-direttore dell'istituto Lucia Monastero, Ornella Favero ha introdotto i lavori della giornata con alcune puntuali notazioni sul recentissimo parere della Corte Europea dei Diritti Umani in merito all'ergastolo ostativo e sulla "mala informazione" prodotta nell'occasione da numerosi organi di stampa italiani. A seguire la testimonianza di Claudio Conte condannato al fine pena mai, ristretto in carcere a 19 anni e chiuso da ormai un trentennio, laureato in Giurisprudenza con una tesi sull'ergastolo. Sono, quindi, intervenuti i due giornalisti Chiara Cacciani della Gazzetta di Parma e Danilo Paolini responsabile della redazione romana di Avvenire.

Introdotti, poi, da Carla Chiappini da tre anni impegnata nella redazione di Ristretti - Parma, hanno portato la loro testimonianza sul tema delicato della verità e della riconciliazione nei confronti delle istituzioni, Salvatore Fiandaca e Giovanni Mafrica condannati all'ergastolo e Arek giovanissimo "messo alla prova". A seguire sono intervenute due figure istituzionali: il magistrato Riccardo De Vito che ha spiegato con estrema chiarezza la sentenza Cedu, soffermandosi sulla questione della incompatibilità costituzionale dell'ergastolo ostativo e Luigi Pagano già direttore di San Vittore, provveditore e vice-capo Dap, che ha sottolineato l'impegno per ridurre il sovraffollamento a seguito della notissima "sentenza Torreggiani" e la solitudine in cui il Dipartimento si è trovato a operare in quell'occasione.

Claudia Francardi, moglie di un carabiniere ucciso nell'aprile del 2011, ha dato parola al dolore e al coraggio di una vittima che ha intrapreso con Irene, mamma del giovanissimo omicida, un percorso di avvicinamento, di reciproco ascolto e infine di autentica amicizia.

Dopo alcune domande, è una persona ristretta a pronunciare le parole più inattese: - Io sento vergogna per quello che ho fatto. -

Nel pomeriggio sono proseguiti i lavori, approfondendo in modo particolare il tema della mediazione con Maria Pia Giuffrida già dirigente del Ministero della Giustizia, ora presidente dell'associazione Spondé, e Loredana Genovese psicoterapeuta e mediatore penale formato secondo il modello umanistico.

I loro interventi sono stati introdotti dalla testimonianza sempre molto coinvolgente di Lucia Annibali, avvocato, vittima nel 2013 di un attacco da parte dell'ex compagno che l'ha fatta sfigurare con l'acido, e dalle parole di tre persone condannate all'ergastolo componenti la redazione di Parma: Gianfranco Ruà, Tonino Lo Russo e Nino Di Girgenti.

Una giornata molto densa, chiusa da alcune parole di restituzione da parte dei giornalisti partecipanti al seminario e dall'auspicio conclusivo di Ornella Favero rispetto al prossimo pronunciamento della Corte Costituzione sull'ergastolo, atteso per il 22 ottobre.