di Mario Lancisi
Corriere Fiorentino, 11 giugno 2024
Il percorso dello scrittore e politico che riformò le carceri nel libro di Giambattista Scirè “L’uomo del dialogo. Mario Gozzini oltre gli steccati tra cristianesimo e comunismo”. A Palazzo Vecchio la presentazione con don Gherardo Gambelli, nuovo arcivescovo di Firenze: “Serve investire sulle misure alternative, anche per diminuire il sovraffollamento delle carceri. Se non vengono attuate queste misure, è forse anche perché esiste un pregiudizio verso queste persone, ma non può esistere solo la giustizia vendicativa, serve anche quella ripartiva”.
Aveva solo 17 anni il giovane Gherardo quando il parlamento italiano, nell’ottobre del 1986, su proposta di Mario Gozzini, senatore cattolico eletto dieci anni prima come indipendente nel Pci, approvò la riforma carceraria che prevedeva una serie di misure alternative e rieducative del detenuto. La cosiddetta legge Gozzini, appunto. Con il tempo la legge è stata rivista al ribasso, modificata, spolpata delle misure più innovative. E Gozzini, insegnante, scrittore e giornalista, è morto nel 1999, a 79 anni, con il cruccio amaro di aver promosso una legge svuotata nel tempo della sua forte carica innovativa.
Forse è un caso, ma con l’esplodere impetuoso dei problemi delle carceri, a cominciare da Sollicciano, torna di attualità la figura di questo fiorentino dimesso, garbato ma tenace, grazie anche al lavoro di puntigliosa ricerca dello storico Giambattista Scirè, che ha pubblicato per Marietti1820 L’uomo del dialogo. Mario Gozzini oltre gli steccati tra cristianesimo e comunismo, che verrà presentato domani (ore 19) alle Piazze dei Libri in piazza della Repubblica. E il dialogo è la parola-chiave che più di altre racconta la complessa vicenda intellettuale di Gozzini. Di lui si ricorda soprattutto il libro Dialogo alla prova (1964) tra cattolici e marxisti e la sua adesione nel 1976, seppure come indipendente, nelle file del Pci, lui che proveniva dalla Dc di Giorgio La Pira. Scelta che gli scagliò contro i fulmini della Chiesa. L’allora arcivescovo di Firenze Giovanni Benelli gli scrisse di ripensare alla sua scelta convinto, addirittura, “che anche il Signore è in attesa”.
Gozzini, nella Firenze culturale del Novecento, è stato anche l’intellettuale cristiano del dialogo con il mondo laico di Geno Pampaloni (insieme hanno lavorato alla Vallecchi) e di Giovanni Spadolini e persino del tradizionalismo cattolico. Muoveva dalle sue ragioni per accostarsi a quella degli altri. Anche nella vicenda dell’approvazione nel 1978 della legge sull’aborto. Emblematico il libretto che pubblicò, nel fuoco delle polemiche: Contro l’aborto fra gli abortisti. “E sempre dalla parte delle donne”, amava aggiungere.










