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di Raffaella Calandra

Il Sole 24 Ore, 23 luglio 2026

Al via le gare d’appalto per nuovi moduli e padiglioni Solo 7 milioni per le Case di comunità: 55 le domande presentate. Il momento peggiore è il pomeriggio. Quando alle alte temperature si aggiunge il caldo di muri di cemento e grate di ferro. Allora un minifrigo diventa un’oasi di refrigerio, ma più spesso è un miraggio in settimane da bollino rosso, 40 gradi e sovraffollamento record. Così da Torino a Bologna, da Cagliari a Genova, da Poggioreale a Rebibbia a Bellizzi (Av), dove a mancare non di rado è proprio l’acqua con tutto quel che comporta, quasi 65mila detenuti vivono una nuova torrida estate. Tra allarmi, sigilli e l’ultima condanna della Corte europea dei diritti dell’uomo per la morte nel 2019 di un uomo in cella.

Un anno dopo il nostro viaggio nelle carceri, alcuni progetti sono rimasti dove li avevamo lasciati, altri aspettano attuazione. Un segno di speranza è la rimozione delle schermature in plexigass dalle finestre dell’istituto di Cosenza.

Commissario all’edilizia - Un anno dopo l’annuncio del Governo di un piano da 10mila posti entro il 2027, ecco i numeri del commissario straordinario all’edilizia penitenziaria, Marco Doglio. 32 milioni e 384 posti per i nuovi prefabbricati: proseguono le gare d’appalto per Frosinone, Reggio Emilia, Voghera, tra gli altri; in valutazione finanziaria per L’Aquila, Opera, Agrigento. Per i nuovi padiglioni, 200 milioni per 1.580 posti in 12 istituti da Secondigliano a Pavia, Monza, Trapani, Arghillà, Saluzzo, Trani, Santa Maria Capua Vetere, Ferrara, Gela, Rovigo, Perugia. Per le manutenzioni straordinarie e le opere di ampliamento, 141 milioni e 1.510 posti (tra Milano, Bologna, Brescia-Verziano, Roma Rebibbia).

Per gli istituti più antichi, come Canton Mombello a Brescia - dove continuano ad essere stipate più di 10 persone in una stanza con lo stesso bagno - si era parlato di “valorizzazione”. Per questi edifici storici è prevista una piattaforma per il censimento (e poi la vendita, come ciclicamente si pensa?). Per ora a Brescia, terminata la progettazione, si aspetta l’avvio dei lavori di manutenzione straordinaria per portare a norma celle e servizi. Dove saranno trasferiti i detenuti che qui sono più del doppio della capienza? 

Il tema si è posto anche in Toscana, dopo l’ordine del Tribunale di Firenze di chiudere un’ala di Sollicciano per le pessime condizioni. L’evacuazione a tappe di 200 persone si è riflessa sugli altri istituti, tanto che il Dap, in una circolare, non esclude i materassi a terra. Un anno fa, raccontavamo del trasferimento di singoli detenuti dopo ricorsi per degrado: 446 in totale quelli presentati. Per Sollicciano è prevista una riqualificazione da 9 milioni: a metà maggio è stata aggiudicata la progettazione in capo al Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria.

Ma sono in tanti a pensare che, pur non così vetusto, vada chiuso. Salute Non invecchiano solo gli edifici, sempre di più anche le persone ristrette: in 10 anni gli ultra 50enni sono passati dal 13,9% del 2005 al quasi 30%, 1.348 a fine 2025, riporta Antigone. Detenuti con sempre maggiori fragilità, malattie croniche e troppe barriere.

Così Massimiliano da Rebibbia raccontava in radio di un ultra-ottantenne che non riusciva ad usare il bagno alla turca e doveva essere accompagnato ogni volta al piano inferiore. E a Sollicciano è arrivato un 87enne, uscito subito dopo. Sulla salute penitenziaria, era stata proposta una cabina di regia, morta prima di nascere. Così come si è impantanato il piano per aggiungere 300 posti alle Rems, viste le croniche liste d’attesa delle residenze per la salute mentale. Con l’effetto di detenzioni illegittime o pericoli per l’incolumità.

Tossicodipendenti e carcere di marginalità - Quando entreranno in funzione i circuiti semiresidenziali previsti dal Governo, saranno 26mila i detenuti con dipendenze che potrebbero scontare la pena fuori dal carcere: è stato ampliato il disegno di legge per la detenzione domiciliare e ci sono già voci di bilancio (fondo da 19.436.000 annui del Ministero della Salute). Solo sette milioni all’anno sono gli stanziamenti invece per le case di comunità, pensate per le misure alternative di chi non ha domicilio: 55 le domande di iscrizione al registro presentate alla chiusura, il 31 maggio, della prima finestra. Secondo il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, sono “2-3mila le persone che potrebbero accedervi”.

Se e quando saranno operativi, e ben finanziati, questi circuiti potrebbero ridurre la quota crescente del cosiddetto carcere di marginalità. Lavoro All’insegna del “semplificare” lo scambio tra imprese e amministrazione penitenziaria e di “incoraggiare l’interazione con l’economia privata” è stato pensato il decreto del Presidente della Repubblica, approvato a giugno, sul lavoro, strada maestra per il reinserimento del condannato.

Attualmente, solo 3mila gli impiegati non per i bisogni dei penitenziari. Si prevede innanzitutto un censimento dei profili professionali, per favorire l’incontro tra la domanda di imprese, che fanno fatica a trovare mano d’opera, e offerta dei detenuti. Si arriva a prevedere “eventualmente - si legge nella relazione illustrativa - la concessione in comodato d’uso di aree, locali, nonché macchinari e attrezzature”.

Si valorizza inoltre la formazione e si prova a ridurre quei vincoli che rendono talora difficile assumere detenuti. Al testo hanno contribuito “i consigli dei commercialisti, consulenti del lavoro, Cnf e Cnel”. Magistratura di sorveglianza Un collo di bottiglia continua ad essere la magistratura di sorveglianza: 258 i magistrati per seguire 65mila detenuti, 50mila misure alternative in esecuzione e 9mila pene sostitutive (statistiche del Ministero a fine maggio), con 100mila istanze di ammissione a misure alternative per pene inferiori a 4 anni - stima il coordinamento dei magistrati di sorveglianza - in attesa di essere trattate. Il risultato, nonostante gli aumenti di toghe, sono i tempi lunghi per fissare le udienze: anche 3-4 anni. Con una tendenza, secondo più osservatori, alla minore concessione di misure alternative (con le dovute eccezioni).

Solo il presente - Nodi e progetti arrivano come un’eco lontana al di là delle alte e roventi mura dei penitenziari. “Per noi vale solo il presente, questa giornata”, chiosa Daniele, detenuto a Viterbo nel documentario Pills of right realizzato con l’Università della Tuscia. E l’oggi, per 65mila persone, sono i 40 gradi di una nuova torrida estate.