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di Simona Viola*


Il Dubbio, 16 settembre 2020

 

Lo stop sancito dal "Cura Italia" mette in gioco lo stato di diritto. Come molti sanno, a causa della pandemia è stato, fra l'altro, disposto il rinvio di diversi mesi delle udienze della maggior parte dei processi penali, per evitare che la contestuale presenza di più persone nelle aule giudiziarie concorresse all'aumento dei contagi (decreto 18/ 2020, il cosiddetto "Cura Italia").

Affinché i rinvii non avvantaggiassero gli imputati, è stato disposto (all'articolo 83) che nei procedimenti rinviati rimanesse sospeso il corso della prescrizione del reato. Tuttavia sia la Costituzione italiana che la Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo prevedono che nessuno possa essere punito se non in forza di una legge entrata in vigore prima che venisse commesso il fatto; si tratta di uno dei principi fondamentali dello Stato di Diritto, una garanzia fondamentale, corollario essenziale del principio di legalità, perché consente al cittadino di prevedere interamente le conseguenze delle proprie azioni, e impedisce allo Stato di "cambiare le carte in tavola".

All'indomani della approvazione del decreto si è dunque posto il problema della applicabilità (o meno) della sospensione della prescrizione (che naturalmente va a svantaggio dell'imputato) anche ai reati commessi prima che il provvedimento entrasse in vigore. Il problema è stato colto da diversi giudici italiani, che hanno sollevato diverse questioni di costituzionalità dell'articolo 83 del decreto Cura Italia: le prime ordinanze pubblicate in Gazzetta Ufficiale, lo scorso 19 agosto, provengono dai Tribunali di Siena e di Spoleto, e altre sono prossime alla pubblicazione.

ItaliaStatodiDiritto, in considerazione dell'importanza che la decisione della Corte costituzionale avrà per definire la linea di crinale tra la normativa dettata dall'emergenza in materia penale e il rispetto dei diritti costituzionali fondamentali, ha deciso di produrre alla Corte un'opinione scritta, redatta dal professor Marcello Gallo, che ha sostenuto con rigore e passione la fondatezza delle questioni di costituzionalità sollevate.

L'ingresso dell'opinione in Corte costituzionale di un soggetto terzo rispetto al giudizio è stata resa possibile da una recente modifica della disciplina del giudizio costituzionale, che consente alle formazioni sociali senza scopo di lucro, e agli enti istituzionali portatori di interessi collettivi attinenti alla questione sollevata (i cosiddetti Amici Curiae) di produrre delle opinioni scritte che offrano alla Corte elementi utili alla valutazione del caso, anche in considerazione della sua complessità. L'opinione è leggibile integralmente sul sito www.italistatodidiritto.it.

La questione in gioco non deve essere sottovalutata: da una parte, infatti, il fenomeno pandemico eccezionale ha imposto l'approvazione in breve tempo di una disciplina speciale, senza precedenti, volta a "congelare" nei limiti del possibile tutta l'attività giudiziaria e principalmente quella che tradizionalmente si svolge "in presenza"; dall'altra, tuttavia, ci sono diritti costituzionali primari di cittadini che subiscono un trattamento penale di sfavore (l'incremento della prescrizione del reato commesso) senza alcuna responsabilità (i processi non sono stati rinviati a causa loro) e per effetto di norme che non esistevano quando il reato fu da loro commesso.

In proposito, va osservato che un primo orientamento della Cassazione, come ha riportato il Dubbio di ieri, non ha ravvisato profili di incostituzionalità dell'articolo 83, proponendo una lettura in malam partem dell'articolo 159 del Codice penale che ItaliaStatodiDiritto non condivide. La nostra associazione crede infatti che sia necessario, anche in regime di emergenza, non smettere di assicurare ai cittadini il rispetto delle garanzie costituzionali primarie: la forza e l'autorevolezza di una democrazia si misurano sulla sua capacità di rispettare le regole che essa stessa si è imposta, e ogni erosione di quelle regole porta con sé un indebolimento dell'assetto istituzionale.

 

*Presidente ItaliaStatodiDiritto