di Elena Molinari
Avvenire, 16 agosto 2025
Non c’è cessate il fuoco a Kiev. Il Cremlino rilancia: prima si eliminino le cause del conflitto. Il presidente Usa: non c’è un accordo finché non c’è un accordo. L’ipotesi Mosca per un altro incontro. Dopo giorni di anticipazioni e tre ore di colloqui, Donald Trump e Vladimir Putin non si sono intesi su alcun passo avanti concreto verso la fine della guerra in Ucraina. Alla fine del vertice in Alaska - il primo faccia a faccia fra i due dal 2018 - i presidenti americano e russo hanno menzionato vagamente “molti punti concordati”, ma non hanno annunciato nessun accordo, tanto meno il cessate il fuoco che il capo della Casa Bianca insegue da mesi e Putin rifiuta.
Parlando a fianco dell’omologo russo dalla base Usa Elmendorf-Richardson di Anchorage, Trump ha assicurato che progressi sono stati fatti: “Molti elementi sono stati concordati, e ne restano solo pochissimi”, ha detto, ma non ha spiegato quali. Poi ha concluso: “Non c’è accordo finché non c’è un accordo”.
Poco prima, Putin aveva riaffermato le sue richieste per mettere fine alle ostilità. “Siamo convinti che per rendere un accordo duraturo, dobbiamo eliminare tutte le cause principali del conflitto”, ha detto: una frase che dall’inizio dell’invasione usa per riassumere le sue pretese sull’Ucraina. Vale a dire, che Kiev ceda a Mosca il territorio che la Russia controlla, anche in parte, si disarmi, rinunci all’adesione alla Nato e alla Ue e cambi il suo governo. “Ci aspettiamo che Kiev e le capitali europee non ostacolino i lavori” ha concluso il capo del Cremlino.
Il leader russo ha poi concesso a Trump un punto che ripete dal 2022: “Il presidente ha affermato che se fosse stato presidente allora non ci sarebbe stata la guerra, e sono abbastanza sicuro che sarebbe effettivamente così - ha detto Putin. Posso confermarlo”. Nessuno dei due ha risposto alle domande delle centinaia di giornalisti presenti, ma si sono salutati calorosamente, promettendosi di rivedersi molto presto. “A Mosca”, ha detto Putin in inglese. “Questo è interessante - ha risposto Trump -. Mi farò criticare, ma può succedere”. Più tardi, in un’intervista a Fox News, Trump è sembrato volersi defilare dal suo ruolo di mediatore, dicendo che sta a Volodymyr Zelensky e Putin organizzare un incontro per raggiungere un cessate il fuoco. “Ora spetta davvero al presidente Zelenskiy farlo”, ha detto.











