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di Silvano Freddo

giornalelavoce.it, 11 agosto 2026

Ad agosto l’associazione intensifica le visite negli istituti penitenziari italiani e denuncia lo “stato di abbandono”: tappe da Roma a Pordenone, Parma e Reggio Emilia. Agosto non ferma l’attività di Nessuno tocchi Caino nelle carceri italiane. Al contrario, proprio durante il mese estivo l’associazione ha deciso di intensificare le visite negli istituti penitenziari, denunciando le condizioni nelle quali vivono le persone detenute e chiedendo interventi immediati per interrompere quelli che definisce “trattamenti inumani e degradanti”. Da questa settimana e per tutto agosto, con iniziative destinate a proseguire fino ai primi giorni di settembre, dirigenti e militanti dell’associazione entreranno in diversi istituti penitenziari italiani. Le visite saranno effettuate spesso insieme alle Camere penali territoriali e al Movimento Italiano Diritti Detenuti. Il programma comprende le carceri di Pordenone, Roma, con visite sia a Rebibbia Nuovo Complesso sia a Regina Coeli, Tolmezzo, Udine, Treviso, Piacenza, Parma e Reggio Emilia. Una serie di appuntamenti distribuiti in diverse regioni con i quali l’associazione intende mantenere alta l’attenzione sulla situazione penitenziaria anche nel periodo estivo.

A spiegare il senso dell’iniziativa sono i dirigenti di Nessuno tocchi Caino Rita Bernardini, Sergio D’Elia ed Elisabetta Zamparutti, che mettono direttamente al centro il tema della presenza delle istituzioni all’interno del sistema carcerario. “Cerchiamo di fare di una mancanza, quella dello Stato, una presenza, la nostra”, affermano i tre dirigenti, secondo i quali “non bisogna mai distogliere un attimo lo sguardo dal carcere e dallo stato di abbandono in cui versa”. Una posizione che l’associazione collega a una questione più ampia, quella del rapporto tra condizioni di detenzione, giustizia e tutela dello Stato di diritto. Nessuno tocchi Caino considera infatti la situazione delle carceri un indicatore che non può essere separato dal funzionamento complessivo della giustizia.

“Se ci distraiamo dal carcere ci distraiamo dalla giustizia, se ci distraiamo dalla giustizia ci distraiamo dallo Stato di diritto e se ci distraiamo dallo Stato di diritto ci distraiamo dall’Umanità - aggiungono - Per questo continuiamo a visitare i carcerati, compiendo la nostra opera laica di misericordia corporale e proponendo misure legislative e amministrative immediate per interrompere i trattamenti inumani e degradanti inflitti alle persone detenute. In prospettiva, ribadiamo l’obiettivo di abolire ‘il carcere cimitero dei vivi’ e di portare così a compimento questa opera”. L’attività prevista per agosto non si limita dunque alle visite all’interno degli istituti. L’associazione ribadisce la richiesta di misure legislative e amministrative immediate e porta avanti una posizione radicale sul futuro stesso della detenzione, indicando come prospettiva l’abolizione di quello che definisce “il carcere cimitero dei vivi”.

La mobilitazione proseguirà per tutto il mese e arriverà fino ai primi giorni di settembre. Da Rebibbia e Regina Coeli alle strutture di Pordenone, Tolmezzo, Udine e Treviso, fino agli istituti di Piacenza, Parma e Reggio Emilia, l’obiettivo dichiarato di Nessuno tocchi Caino resta quello di non lasciare fuori dall’attenzione pubblica la condizione delle persone detenute proprio durante uno dei periodi dell’anno in cui l’associazione ritiene ancora più necessario mantenere una presenza nelle carceri.