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di Daniele Mastrogiacomo


La Repubblica, 15 giugno 2021

 

A sei mesi dalle elezioni il leader nicaraguense getta in carcere candidati e oppositori. Daniel Ortega fa quello che nessuno avrebbe mai osato fare. Infrange il mito della ritrovata libertà, sbatte in galera l'eroina della rivoluzione sandinista che riportò la democrazia in Nicaragua. Dopo avere messo agli arresti, in carcere e a casa, i candidati che minacciano la sua quarta rielezione alle presidenziali di novembre, fa arrestare Dora Maria Téllez assieme ad Ana Vijil, attivista dell'ex Movimento Rinnovatore Sandinista oggi chiamato Unamos.

Muove a entrambe le solite accuse che addossa ad altri quattro rappresentanti di spicco dell'opposizione. Tutti ex guerriglieri ed ex compagni di battaglia del presidente. Docente di Storia, tra le più note e stimate intellettuali dell'America Latina, a soli 22 anni Téllez era la Comandante Dos del Fronte sandinista di liberazione nazionale clandestino; fu lei a guidare l'assalto al Palazzo Nazionale, la ofensiva final, descritta in un celebre libro di García Márquez, che segnò il punto di svolta nella guerra civile e l'inizio della fine della dittatura di Anastasio Somoza.

Dopo il trionfo dei sandinisti, nel 1979, venne eletta ministra della Salute nel primo governo democratico, l'unica donna a ricoprire incarichi di rilievo del potere rivoluzionario. Non ha mai terminato i suoi studi di Medicina che aveva deciso di interrompere quando entrò in clandestinità per far parte dei quadri dirigenti giovanili del Fsln. Era capa dello Stato maggiore del Fronte Rigoberto López Pérez. Preferì dedicarsi alla sua passione per la storia che ha continuato a insegnare nelle università.

Rientrata nella vita civile, la Comandante Dos, ricorda El País, aderì al nuovo progetto politico dello scrittore Sergio Ramírez. Come altri amici ed ex compagni di lotta era critica con la deriva impressa da Ortega ai principi ispiratori della lunga rivolta armata. Nel 2005 è stata chiamata a Harvard per occupare la cattedra di Studi latinoamericani Robert Kennedy ma Bush le negò il visto bollandola come "terrorista". Dal 2007 l'aria a Managua ha cominciato a diventare pesante. Tornato al potere, Ortega, assieme alla moglie Rosario Murillo, ha instaurato un governo sempre più autoritario. Ci sono state le prime manifestazioni di protesta culminate nel 2018 con la durissima repressione, il terrore, gli arresti, gli omicidi, le sparizioni ad opera dei servizi segreti e la polizia nazionale.

Ora, a sei mesi dalle prossime elezioni presidenziali la nuova stretta della coppia al potere. Tutti gli ex amici e compagni in galera. Tutti accusati di reati inseriti dalle nuove leggi che Ortega ha imposto tramite il Parlamento e la magistratura. Ha paura del voto. Sa che se perde le elezioni per lui e Murillo è finita. Con l'arresto di Dora Maria Téllez, Ortega conferma l'ossessione che avvolge la sua fame di potere e si conferma tra i peggiori nemici della libertà nel Continente. Un vero dittatore. Condanna unanime, Usa e Ue in testa.