nova.news, 23 dicembre 2021
La vicepresidente del Nicaragua, Rosario Murillo, ha confermato la scarcerazione di oltre mille prigionieri comuni in occasione delle festività natalizie. La vicepresidente, riferisce la stampa locale, non ha chiarito se una misura simile verrà adottata per i prigionieri politici. Al momento sono 168 i prigionieri politici in Nicaragua, tra cui sette pre-candidati alle elezioni presidenziali tenute il 7 novembre. Lo scorso 16 dicembre il parlamento europeo ha adottato una risoluzione con cui chiede l'adozione di ulteriori sanzioni contro il governo di Daniel Ortega, in Nicaragua, dopo la "farsa elettorale" registrata nel Paese in occasione delle ultime elezioni tenute il 7 novembre. I deputati, riferisce un comunicato diffuso dal parlamento europeo, chiedono che Ortega venga aggiunto all'elenco delle persone sanzionate e sollecitano l'Ue a valutare altre possibili misure, a patto che non arrechino danno alla popolazione nicaraguense.
Secondo il parlamento europeo le elezioni tenute nel paese sono state "una farsa elettorale" orchestrata dal regime di Ortega-Murillo. Le autorità nicaraguensi, si legge, hanno eliminato ogni credibile competizione elettorale, incarcerando e intimidendo sistematicamente e arbitrariamente sette pre-candidati presidenziali e circa 40 leader dell'opposizione, leader studenteschi, giornalisti, difensori dei diritti umani e rappresentanti delle imprese. Il parlamento chiede inoltre il rilascio immediato e incondizionato di tutti i prigionieri politici detenuti arbitrariamente.
Lo scorso 14 dicembre, durante il dibattito sul Nicaragua in plenaria del Parlamento europeo, l'Alto rappresentante dell'Unione europea per la politica estera e di sicurezza, Josep Borrell, ha dichiarato che l'Unione europea sostiene il popolo del Nicaragua e per farlo deve mantenere aperti i canali di comunicazione. "Molti anni fa, l'attuale presidente del Nicaragua, Daniel Ortega, rappresentava per molti la forza della libertà di un popolo che ha rovesciato una dittatura e ha conquistato da molti ammirazione, diventando l'immagine di come un popolo può riuscire a liberarsi di un tiranno, Anastasio Somoza, e il suo desiderio di trasformare il Nicaragua in un paese libero, prospero e giusto. E ha ottenuto anche la nostra simpatia, quella della mia generazione, quando ha dovuto lottare contro la cosiddetta 'La Contra', che rappresentava, tra l'altro, una chiara ingerenza degli Stati Uniti", ha ricordato.
"Ma è stato tanto tempo fa. Ora Daniel Ortega è diventato la caricatura del dittatore dei Caraibi. È diventato lo specchio del dittatore contro cui ha combattuto allora. E lo dico tralasciando il contenimento che dovrebbe far parte dell'attività diplomatica, perché Daniel Ortega si è pronunciato contro l'Unione europea e, personalmente, contro il suo Alto rappresentante nei termini più violenti che si possano immaginare", ha aggiunto Borrell. "Il 7 novembre si sono svolte le elezioni in cui, ovviamente, Ortega ha ottenuto la vittoria dopo aver precedentemente arrestato e imprigionato qualsiasi avversario credibile. La risposta del Nicaragua è stata semplicemente quella di non andare a votare, nonostante le intense pressioni del regime a farlo. E, dopo le elezioni, Ortega ha attaccato l'Unione europea e alcuni Paesi in particolare", come la Spagna, "con riferimenti a Hitler e al nazismo" e oltrepassando "una linea di decenza che non dovrebbe mai essere attraversata", ha evidenziato Borrell. In questo contesto, l'Alto rappresentante ha ricordato che l'Ue ha "imposto sanzioni contro 14 persone implicate" negli abusi. "Continuiamo a lavorare con i nostri partner internazionali per mantenere la necessaria pressione sul regime nicaraguense. Continueremo a farlo, chiedendo la liberazione dei prigionieri politici, il ritorno nel Paese delle organizzazioni internazionali per i diritti umani, l'appello per un dialogo autentico e riforme che ci permettano di uscire dalla notte oscura in cui il popolo del Nicaragua è rinchiuso", ha sottolineato Borrell. "Continueremo a sostenerli e per farlo, però, dobbiamo mantenere aperti i canali di comunicazione. Continuiamo ad avere una delegazione dell'Unione duropea in Nicaragua, poiché ci sono ancora le ambasciate degli Stati membri, perché questo ci aiuta a lavorare a beneficio dei nicaraguensi, specialmente dei gruppi più vulnerabili, che hanno sopportato enormi difficoltà", ha concluso Borrell.
Lo scorso 16 novembre il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha annunciato l'imposizione del divieto di ingresso nel Paese a quasi tutti i maggiori esponenti delle autorità nicaraguensi, compreso il presidente Daniel Ortega e sua moglie. Si tratta, secondo quanto riferisce la Casa Bianca, di una risposta agli atti "repressivi e abusivi" da parte del governo della nazione centroamericana nei confronti dei dissidenti politici. "Ho stabilito che è nell'interesse degli Stati Uniti limitare e sospendere l'ingresso negli Stati Uniti, come immigrati e non immigrati, dei membri del governo del Nicaragua, guidato dal presidente Daniel Ortega, compreso la sua coniuge e vicepresidente Rosario Murillo e altri citati in questo proclama che formulano, attuano o beneficiano di politiche o azioni che minano o danneggiano le istituzioni democratiche o impediscono il ritorno alla democrazia in Nicaragua", ha affermato Biden in una dichiarazione ufficiale.
Solo il giorno prima gli Stati Uniti hanno annunciato sanzioni contro la procura generale del Nicaragua e nove funzionari del governo di Managua, in risposta alle elezioni "farsa" tenute domenica 7 novembre. È quanto si legge in un comunicato diffuso dal dipartimento del Tesoro Usa. Tra i funzionari sanzionati ci sono Jose Castaneda Mendez, presidente dell'Istituto per l'energia del Nicaragua, Mohamed Farrara Lashtar, ambasciatore del Nicaragua in Algeria, Egitto, Giordania, Kuwait, Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, Salvador Mansell Castrillo, ministro dell'Energia del Nicaragua.
"Come ha affermato il presidente Biden, il presidente Daniel Ortega e la vicepresidente Murillo hanno orchestrato un'elezione farsa che non era né libera né equa, e sicuramente non democratica. L'ingiusta detenzione di quasi 40 esponenti dell'opposizione da maggio, inclusi sette potenziali candidati presidenziali, e il blocco dei partiti politici dalla partecipazione hanno truccato l'esito ben prima del giorno delle elezioni", recita la nota, in cui si chiarisce che "diversi funzionari colpiti dalle sanzioni sono stati nominati da Ortega e sono i principali sostenitori del regime e delle sue politiche antidemocratiche". Secondo stime della Commissione interamericana per i diritti umani (Cidh) oltre 350 persone sono state uccise nel corso delle manifestazioni di protesta registrate in Nicaragua a partire da aprile 2018.









