di Michele Gravino
La Repubblica, 16 maggio 2026
Compie 40 anni il regime carcerario speciale. Che prevede un rigido controllo anche su libri e cd che possono arrivare ai detenuti. Da fuori, o dalla Street View di Google, tutte le carceri sembrano più o meno uguali, almeno a noi che abbiamo la fortuna di non conoscerle anche da dentro. Questa qui sopra è la Casa circondariale di Bancali, a Sassari. È una di quelle che ospitano (che verbo incongruo) i detenuti al 41 bis. In un articolo sul Venerdì di questa settimana Alessandra Ziniti fa il punto su questo regime carcerario introdotto nel 1986, quarant’anni fa, che prevede “detenzione in celle singole separate a massima sorveglianza, luci quasi sempre accese, niente spazi comuni, un’ora di colloquio al mese con i familiari senza alcuna possibilità di contatto fisico, una telefonata registrata di dieci minuti al mese” eccetera.
Il 41 bis viene comminato a detenuti considerati di particolare pericolosità sociale: attualmente sono 742 in tutta Italia. In gran parte sono boss della criminalità organizzata, poi c’è qualche terrorista irriducibile e anche, proprio a Sassari, l’anarchico Alfredo Cospito. Sta scontando una condanna a 23 anni per l’attentato alla caserma di Fossano del 2006 che non fece vittime (la difesa sostiene che fosse solo a scopo dimostrativo). Due settimane fa il ministero della Giustizia ha rinnovato la sua assegnazione al 41 bis. Nell’articolo, Ziniti riporta le perplessità di un magistrato di lunghissimo corso come Alfonso Sabella, che teme che l’eccessivo uso del 41 bis possa essere condannato dalla Corte europea dei Diritti dell’Uomo. E certo, comunque la si pensi sul carcere duro, la dimensione afflittiva e quella riabilitativa della pena, certi divieti per i detenuti sembrano proprio difficili da capire.
A Cospito, ha ricordato Luigi Manconi su Repubblica, è stato impedito di appendere alle pareti le foto dei suoi genitori defunti: e la direzione del carcere si oppone alla sua richiesta di poter ricevere - a proprie spese - quattro libri e un cd. I libri sono un saggio sulle origini del cristianesimo, uno sulla filosofia della fisica, due romanzi horror. Il cd è quello delle Lambrini Girls, duo punk inglese di cui ha parlato anche il Venerdì, con un titolo delicato che lascia intuire l’attitudine delle due ragazze: “Band femminile vallo a dire a tua sorella”.
Sono soprattutto i testi delle Lambrini, parecchio transfemministi e antipatriarcali, a essere, secondo le autorità, poco adatti alle orecchie di Cospito. L’esigenza di ascoltarle nelle lunghe giornate di isolamento in carcere “non è riferibile a diritti fondamentali del detenuto”. Ultimo dettaglio: Cospito ha chiesto il permesso di acquistare i libri e il cd oltre un anno fa. È più carcere duro o più carcere grottesco?











