ansa.it, 17 settembre 2020
L'organo delle Nazioni Unite chiede la revoca dei dieci anni di carcere inflitti al giovane dal tribunale della Sharia. L'Unicef ha "espresso profonda preoccupazione" per la reclusione e il trattamento di un tredicenne condannato per blasfemia in Nigeria. Ad agosto, infatti, il giovane è stato condannato a dieci anni di carcere con lavori umili da un tribunale della Sharia nello Stato di Kano, a nord del Paese.
La condanna "è sbagliata... nega anche tutti i principi fondamentali alla base dei diritti dell'infanzia e della giustizia dell'infanzia che la Nigeria - e di conseguenza, lo Stato di Kano - ha firmato", ha detto Peter Hawkins, rappresentante del Fondo dell'Onu per l'infanzia in Nigeria.
L'Unicef aggiunge in una dichiarazione che la sentenza è in violazione della Convenzione dell'Onu sui diritti dell'infanzia - ratificata dal Paese africano nel 1991 - invitando perciò le autorità federali e statali nigeriane a riesaminare urgentemente il caso con l'obiettivo di revocarla. Diversi Stati nel nord della Nigeria hanno introdotto la Sharia, legge basata sul Corano. I tribunali della Sharia processano solo i musulmani, ma se un caso coinvolge un musulmano e non musulmano, quest'ultimo avrà la possibilità di scegliere dove andare a processo.










