sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Alessandro Fioroni

 

Il Dubbio, 22 ottobre 2020

 

Dilaga nelle piazze il movimento di protesta contro gli squadroni paramilitari chiamati "Sars". Sars, nome tristemente noto, la malattia comparsa qualche anno fa in Cina con un alto tasso di letalità. Lo stesso ceppo virale del Covid 19. In Nigeria però la Sars è sinonimo di pericolo per un'altra ragione. Si tratta della squadra di polizia antirapina protagonista di numerosi episodi di violenza negli ultimi anni, un vero e proprio squadrone della morte accusato di detenzioni illegali, aggressioni e uso ingiustificato delle armi.

Contro questa unità della polizia è iniziata da due settimana una protesta spontanea della popolazione, talmente determinata da costringere le autorità a sciogliere la Sars l'11 ottobre scorso. Ma i manifestanti non hanno intenzione di lasciare il campo e ogni giorno si susseguono cortei e iniziative nelle strade della città più grande della Nigeria, Lagos.

Appena due giorni fa un episodio gravissimo ha scosso il paese, 12 persone sono rimaste uccise per mano dell'esercito mentre si erano radunate pacificamente al casello di Lekki, un quartiere residenziale. La protesta era in realtà una vera e propria sfida al coprifuoco di 24 ore a tempo indeterminato voluto dal presidente Bhouari, il confronto di strada non si è però ancora interrotto, anche ieri infatti in molti si sono recati sul luogo dell'eccidio.

La strage è stata confermata anche da Amnesty International che ritiene credibili le testimonianze raccolte. L'esercito invece nega mentre il governo ha promesso un'indagine sulla quale vengono risposte ben poche speranze. Il motivo della sfiducia sta nella descrizione delle violenze veicolate anche sui social. facendo diventare la protesta un fenomeno mondiale.

Il movimento è stato ribattezzato # EndSars, a sostegno di esso stanno prendendo posizione in particolar modo atleti (calciatori in maggior misura) che si trovano all'estero. Come nel caso di Odion Jude Ighalo, in forza al Manchester United, che ha accusato pubblicamente il governo nigeriano di "aver ucciso i propri cittadini".

I testimoni oculari sono concordi nel confermare che i soldati hanno barricato il sito della protesta creando una gabbia impossibile da superare anche per le ambulanze. Poi sono avanzati sparando. I video, alcuni visibili anche in diretta danno il senso della carneficina. Il tutto è durato circa un'ora e mezza. Alla fine i soldati sono stati visti raccogliere cadaveri.

In segno di protesta verso presidente nigeriano è intervenuto anche l'ex segretario di Stato Usa, Hillary Clinton, ma le reazioni ufficiali sono tutte tese a minimizzare l'accaduto. Per il governatore dello stato di Lagos, Babajide Sanwo- Olu, si è trattato solo di "uno sfortunato incidente di tiro". Ha rigettato le accuse contro fantomatici criminali che avrebbero fatto deragliare le proteste pacifiche violando il coprifuoco (in vigore in 36 stati della Nigeria). Ma un clima di calma sarebbe stato impossibile visto che contro il movimento #EndSars il capo il capo della polizia nazionale ha ordinato l'immediato dispiegamento di forze antisommossa a livello nazionale.