di Antonio Della Rocca
Corriere del Mezzogiorno, 28 giugno 2025
Niente comizi, volantinaggi e affissioni a carattere politico: a Specchia, uno dei borghi più belli d’Italia che si trova nel sud Salento, scoppia la bufera per l’ordinanza firmata dalla sindaca Anna Laura Remigi in vigore fino al 30 settembre. Secondo la sindaca potrebbero “ingenerare false informazioni o confusioni che potrebbero arrecare danno all’attività di fruizione turistica e all’immagine del paese”. L’ex sindaco Lia: “Come nel Ventennio”.
Niente comizi, volantinaggi, affissioni elettorali, esposizioni al pubblico di materiale dal contenuto politico, insomma nulla che possa “ingenerare false informazioni o confusioni che potrebbero arrecare danno all’attività di fruizione turistica e all’immagine del paese”: l’ordine della sindaca di Specchia, Anna Laura Remigi, sta creando una ridda di polemiche.
Ma anche uno strisciante dissenso mordace che sembra trarre ispirazione dagli epici dissidi raccontati nella storica pellicola “Don Camillo e l’onorevole Peppone”. Era la seconda metà degli anni 40 quando la politica animava la piazza di Brescello. Allora come ora la politica sembra confermare lo stesso potenziale divisivo, ma in un contesto geografico pur sempre provinciale, molto distante dai campi levigati della Pianura Padana. La politica. Perché in autunno i pugliesi sono chiamati alle urne per le elezioni regionali. C’è fermento, dunque, a Specchia, paesino senza tempo di un’altra periferia, anch’essa piana, ma appena ondulata dalle dolci serre salentine. Ma più che per il voto, c’è tensione per la discussa ordinanza sindacale.
Antonio Lia, politico di lungo corso con militanza democristiana, sindaco di Specchia per 28 anni, tra il 1975 e il 2008, parlamentare per tre legislature, dal 1987 al 1996, non si dà pace: “Combatteremo questa ordinanza con tutte le nostre forze. Un’iniziativa così antidemocratica qui non si era mai vista se non nel Ventennio, per cui già da stasera (ieri sera per chi legge, ndr) parleremo delle iniziative da intraprendere durante una riunione convocata dalla minoranza consiliare. La sindaca vorrebbe impedire la libertà di espressione e questo non lo possiamo permettere. Lei, però, ha invitato qui Luca Casarini che parlerà di Mediterraneo e diritti umani. Un attivista noto per essere stato ai vertici del movimento no - global. Lei che intende trattare i diritti umani, la legalità, come mai invita questo personaggio e nel contempo vieta un diritto fondamentale come l’espressione del libero pensiero?”.
Si va consumando, quindi, l’inedita diatriba tra Anna Laura Remigi e una frangia, a quanto pare non proprio sparuta, di suoi concittadini che nel provvedimento sindacale ravvisano persino una matrice censoria di stampo draconiano. “Considerato che il Comune di Specchia fa parte dei Borghi più belli d’Italia, nonché è stato riconosciuto come uno dei gioielli d’Italia”, è scritto nell’ordinanza, “e per tutelare la pace sociale e la tranquillità dei turisti, dal 29 giugno al 30 settembre, il centro storico è interdetto a qualsiasi genere di comizi o manifestazioni politiche”.
I detrattori ironizzano: “Tolte le vie e le piazze inibite, nel nostro piccolo borgo non resta altro spazio in cui organizzare manifestazioni politiche”.
Le disposizioni sono minuziose: si può fare attività politica a non meno di 200 metri in linea d’aria dalla zona vietata. E non manca la previsione sanzionatoria che richiama l’articolo 650 del Codice penale: “Chiunque non osserva un provvedimento legalmente dato dall’autorità per ragione di giustizia o di sicurezza pubblica, o d’ordine pubblico o d’igiene, è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato, con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a 206 euro”. Silenzio, dunque. Per la politica ci sarà tempo ad estate conclusa.











