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di Maria Fiore

La Provincia Pavese, 1 luglio 2025

Meglio il carcere che tornare nel suo paese di origine, dove non ha più nessuno e dove potrebbe essere perseguitato per la sua bisessualità. Il tribunale di sorveglianza di Milano ha accolto il ricorso di un giovane di 28 anni di origini senegalesi, detenuto nel carcere di Torre del Gallo, che aveva contestato, attraverso l’avvocato Pierluigi Vittadini, il provvedimento con cui il tribunale di sorveglianza di Pavia ne ordinava l’espulsione dallo Stato in alternativa alla detenzione.

Il giovane, che sta scontando una pena per reati contro il patrimonio, che durerà fino ad agosto del prossimo anno, aveva chiesto nel suo ricorso di restare in provincia di Pavia - anche se ora è in carcere - dove vive da anni, dove ha studiato per diventare meccanico e dove ha la sua vita. I giudici di Milano gli hanno dato ragione. “L’espulsione, disposta come misura alternativa alla detenzione” si tradurrebbe, si legge nel provvedimento, “in un’ingerenza nella vita privata e familiare dell’interessato, vietata dall’articolo 8 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo”.

I giudici ripercorrono la relazione del carcere, da cui si apprende che “entrambi i genitori” del ragazzo vivono in Italia, “il padre da oltre 25 anni e ha sempre lavorato con contratti regolari, mentre la madre svolge in modo saltuario l’attività di parrucchiera. Questa insieme al figlio aveva raggiunto il marito in Italia nel 2015 per ricongiungimento”. Il giovane aveva poi “frequentato le scuole conseguendo il diploma di meccanico presso un istituto professionale di Voghera e poi ha iniziato a lavorare nell’azienda del padre”.

Un vissuto, secondo i giudici, che non può essere messo in discussione dal suo debito con la giustizia. Nel ricorso il giovane aveva anche spiegato che in Senegal “non ha più un parente né un amico disposto ad accoglierlo” e ha sostenuto anche che nel suo Paese “potrebbe essere perseguitato a causa della sua bisessualità”. Circostanze, ad avviso dell’avvocato difensore Vittadini, ostative alla sua espulsione. I giudici della sorveglianza di Milano gli hanno dato ragione. m. fio.