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di Giovanni M. Jacobazzi

 

Il Dubbio, 3 agosto 2018

 

"Abbiamo in programma molte attività per il mese di settembre. E inviterò a parteciparvi tutti i neo consiglieri. Sarà questo il modo migliore per favorire il passaggio di testimone fra il Consiglio uscente e quello di nuova costituzione", dichiara il vice presidente del Consiglio superiore della magistratura. Giovanni Legnini ci riceve nel suo ufficio a Palazzo dei Marescialli e ci illustra le iniziative già in calendario al ritorno dalla pausa estiva.

Il 10 settembre un incontro con i presidenti delle sezioni specializzate in materia di protezione internazionale. Poi, il 13, un Plenum straordinario in occasione dell' 80° dalla entrata in vigore delle leggi razziali dove verrà presentato il volume "Razza e in Giustizia", una ricerca storica sui magistrati e avvocati che non si piegarono alle norme volute dal fascismo e con l'elenco di tutte le toghe che subirono l'epurazione.

Un lavoro che è stato condotto con la collaborazione del Consiglio nazionale forense. Il 18, quindi, la presentazione del Codice dell'Organizzazione giudiziaria. Ed infine, il 24, un Plenum straordinario presieduto dal Capo dello Stato per celebrare l'anniversario del 60° dell'entrata in vigore della legge istitutiva del Csm. Non solo nomine, dunque, ma momenti formativi di alto livello. Un cambio rispetto al passato. In questi quattro anni, il Consiglio ha svolto un lavoro importante finalizzato ad un profondo cambio culturale nella giurisdizione. Nelle intenzione di Legnini un "orizzonte innovativo". Non sono però mancate le polemiche, in particolare a proposito nomine degli incarichi direttivi.

La modifica dell'età pensionabile delle toghe ha costretto il Csm ad effettuare oltre mille nomine che hanno cambiato il volto della magistratura italiana. Un lavoro che è stato svolto, archiviato il parametro dell'anzianità, seguendo quello dell'attitudine e del merito. Il prossimo Consiglio dovrà procedere alla conferma, allo scadere del quadriennio, di questi mille direttivi e semi direttivi nominati. Un banco di prova importante.

Una delle accuse mosse all'attuale Consiglio è quella di "dirigismo", di aver voluto imporre agli uffici giudiziari regole stringenti.

Una accusa respinta dagli interessati che hanno sempre ribadito come sulla cultura dell'organizzazione non sia possibile tornare indietro. Esempi, al riguardo, la circolare sulle Procure, quella per velocizzare le esecuzioni immobiliari, quella sulla comunicazione giudiziaria, e le linee guida sulle intercettazioni. Norme di soft low, non vincolanti, ma che sono un riferimento per agevolare il lavoro dei magistrati.

Critiche sono venute da settori minoritari della magistratura, caratterizzati da "pigrizia ed insofferenza", ha puntualizzato un consigliere laico uscente. Legnini è molto orgoglioso del nuovo approccio del Csm. Da luogo lontano dall'efficienza degli uffici che si occupava solo di nomine a centro di riferimento per le best practice in tema di organizzazione.

Chi non comprende il cambiamento ha una visione "antica" della magistratura. Rispettoso dei poteri dei magistrati, senza limitarne l'autonomia, il Csm ha voluto dare dei suggerimenti alle toghe per fare al meglio il proprio lavoro. Nessuna visione dirigistica, dunque, ma solo voglia di estendere a tutti le migliori esperienze dei Tribunali italiani. Un rammarico, per Legnini, è stata la bocciatura della riforma della legge sull'Ordinamento penitenziario. In Plenum era stato votato un parere positivo su questa modifica legislativa attesa da anni.

Uno degli esempi del rinnovato protagonismo istituzionale del Csm, aperto alle istanze di tutti gli operatori del diritto, magistrati e avvocati, è rintracciabile consultando il portale, dove sono contenute utili informazioni. Oltre ad una sempre maggiore trasparenza: è consultabile tutto, tranne quanto segretato o vincolato dalla normativa della privacy. Le recenti elezioni per il rinnovo del Csm sono state caratterizzate da un forte condizionamento mediatico. In particolare per uno dei candidati che era appoggiato apertamente da diversi quotidiani. Una novità.

Limitata la componente femminile, nulla per i membri laici. E sulla proposta di inserire l'avvocato in Costituzione, Legnini ricorda che già ora la Carta contiene principi importanti sul diritto di difesa e sulla parità fra accusa e difesa. Una ulteriore riconoscibilità della funzione dell'avvocato non può che essere vista positivamente.