di Frank Cimini
L’Unita, 29 aprile 2026
Il ricorso del Pg. Alfredo Cospito aveva ottenuto dal Tribunale di Sorveglianza di Sassari l’autorizzazione per acquistare una serie di libri e un Cd. La direzione del carcere non aveva dato corso alla decisione. Il procuratore generale ha presentato ricorso in Cassazione affinché l’ok dei giudici venga annullato. I libri sono: Dio gioca a dadi con il mondo di Giuseppe Mussardo edizioni Castelvecchi; L’incubo di Hill House di Shirley Jackson edizioni Adelphi; Gli altri figli di Dio di Catherine Nixey ed Bollati Boringhieri; Ghost Story di Peter Straub ed Fanucci. Il cd è Who Let the Dogs Out di Lambrini Girls. Il pg solleva dubbi sulla base delle recensioni prese dalla rivista online Rock Nation che direbbe che i testi sono espliciti e provocatori, un manifesto contro il sistema, il patriarcato e le ingiustizie sociali, intrecciano anarchia e attivismo femminista. Secondo la procura generale non è opportuno che “un detenuto con il percorso dell’attuale reclamante acquisti libri i CD veicolanti messaggi di disobbedienza e di contestazione istituzionale”.
Questo è il clima in cui nei primi giorni di maggio il ministro della Giustizia Carlo Nordio deciderà se fare propria o meno la tortura del 41 bis che affligge Cospito dal 2022 per decisione del ministro Marta Cartabia. La decisione appare scontata. Il detenuto anarchico continua a pagare il coraggio con cui aveva fatto un lunghissimo sciopero della fame contro il carcere duro che riguarda in Italia oltre 700 reclusi. Tra questi oltre ai boss mafiosi o presunti tali ci sono Nadia Lioce, Marco Mezzasalma e Roberto Morandi che fecero parte delle cosiddette Nuove Brigate rosse che non esistono più da un quarto di secolo.
Tutto ciò nonostante. a proposito di Cospito, la direzione nazionale antimafia e antiterrorismo si fosse detta favorevole a sostituire il 41 bis con il regime dell’alta sicurezza, meno afflittivo ma comunque molto pesante quanto a restrizioni e a diritti negati. È una storia che appare senza fine. Quello sciopero della fame è stato considerato in pratica “a scopo di terrorismo”. È una vicenda in cui magistratura e politica non litigano. Anzi vanno d’amore e d’accordo. E di garantisti in giro non se ne vedono. Viene considerata normale la celebrazione di un processo per stabilire se in giro ci siano o meno libri “pericolosi”. Forse siamo anche oltre la democratura.











