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di Dacia Maraini

Corriere della Sera, 18 agosto 2026

Sono vittime di violenze inaudite, come l’obbligo alla completa invisibilità, la proibizione di visite mediche maschili e la interdizione agli studi superiori. Cosa sta succedendo in Afghanistan? Quando si tratta di notizie gravi che riguardano le donne si è portati a pensare che sia un fatto locale di nessun interesse internazionale. Che se la risolvano localmente! E invece dovremmo considerare che le preoccupanti decisioni prese dai talebani ci riguardano anche se in maniera indiretta. Sono violenze inaudite, come l’obbligo per le donne della completa invisibilità, come la proibizione di visite mediche maschili e nello stesso tempo la interdizione per le donne di accedere agli studi superiori. Siamo vicini alla caccia alle streghe. 

Ma a parte gli estremismi possiamo dire che siamo di fronte alla punta di un iceberg che esprime la sua pericolosità nel mare sottostante, meno visibile e meno riconoscibile per chi naviga in superfice, ma da prendere in considerazione come un segnale di allarme? Ho paura che sia così. E la ragione è chiarissima: troppe donne stanno prendendo sul serio i diritti civili, troppe donne si stanno mostrando competitive nelle professioni prima praticate solo da uomini, troppe donne si fanno valere nel campo dello sport, della scienza, dell’arte e sfuggono al controllo e al possesso maschile. Le statistiche dicono che sui social le prime a essere bersagliate da insulti, denigrazioni, diffamazioni sono proprio le donne, soprattutto quelle che sostengono pubblicamente i diritti civili o i temi ambientali. 

Il fatto che in tanti Paesi vincano le destre non è legato proprio a questa ondata di misoginia? Vedo che anche molti film e fumetti e altre espressioni di arte popolare ora tendono a mettere in evidenza l’uomo forte (anche nelle parole recenti di un noto politico di destra), l’uomo determinato, esigente, al comando prima di tutto della sua famiglia e di quella che considera la propria donna. Non dimentichiamo le donne uccise dai compagni di vita, una ogni tre giorni proprio mentre i delitti contro la persona diminuiscono. E non è un fenomeno solo italiano. Nel mondo ogni anno vengono uccise dai loro partner 45 mila donne, una ogni 5 ore (statistiche Onu). So che non è facile reagire. Molte donne si adeguano impaurite e cercano di mimetizzarsi. Ma così peggiorano le cose. Il solo modo per uscirne sta nel rinforzare la consapevolezza delle ingiustizie culturali storiche che si subiscono, non farsi vittime piangenti, ma capire e fare capire che siamo esseri umani che hanno bisogno di comprensione, affetto, dignità, rispetto. E su questi valori non dovremmo transigere.