sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Salvatore S.*

Il Mattino, 9 dicembre 2024

La lettera dal carcere di Secondigliano. Vi racconto la mia storia: sono recluso da quattordici anni, e mi rimangono altri dieci anni per poter rivedere il cielo senza strisce, e abbracciare i miei cari senza udire una voce in sottofondo che dice di sedersi al proprio posto. Cari ragazzi, ci vuole più coraggio per vivere nella legalità che per impugnare una pistola! Cari ragazzi, chi vi scrive è un recluso dell’Alta Sicurezza del penitenziario di Secondigliano. Spero che questo mio sfogo vi possa far riflettere, e magari farvi affrontare la vita diversamente. Vi racconto la mia storia: sono recluso da quattordici anni, e mi rimangono altri dieci anni per poter rivedere il cielo senza strisce, e abbracciare i miei cari senza udire una voce in sottofondo che dice di sedersi al proprio posto. Non ho paura di dirvi che io ho fatto tutto il male possibile e immaginabile che un essere umano può fare, anche se di umano non c’è niente.

Anzi, ero diventato un animale feroce, subito pronto ad attaccare quando mi sentivo minacciato, anche perché al mio fianco c’erano i miei fratelli. Aveva ragione mio nonno: i fratelli sono quelli che ti ritrovi dalla nascita, oppure quelli del convento. Aveva ragione, ma solo dopo anni di detenzione me ne sono reso conto, perché molti di quei fratelli acquisiti me li sono trovati contro.

Oggi sono un’altra persona, e sono consapevole del male che ho fatto, e lo sto pagando. Tuttavia, la cosa che mi fa più male è di aver negato un padre alle mie figlie, perdendomi tutto di loro. Non c’ero durante la loro infanzia, la prima comunione, i loro 18 anni, ed ho infranto il loro sogno, che è quello di ogni ragazza: essere accompagnata dal genitore all’altare. Oggi, poi, mi sto perdendo la nascita e la crescita dei miei nipoti. Quindi, mi voglio rivolgere a voi con la pistola: credetemi, ci vuole più coraggio per vivere nella legalità che per impugnare una pistola! Uscite da questo mondo dove niente è per sempre, e riprendetevi la vostra vita, insieme alla famiglia.

*Detenuto nel carcere di Napoli Secondigliano-Reparto Ionio