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Il Gazzettino, 17 agosto 2019


La Corte scarcera un imprenditore accusato di rapina. Era appena arrivato a Venezia per trascorrere un breve periodo di vacanza, quando è stato arrestato dalla polizia in esecuzione di un mandato di arresto europeo emesso dalle autorità polacche, secondo le quali si sarebbe reso responsabile dei reati di rapina e furto con scasso.

Un imprenditore polacco di 49 anni, Jacek Szezepan Lewandoski, è rimasto detenuto in Italia per quasi due mesi, prima in carcere e poi agli arresti domiciliari, fino a quando, la vigilia di Ferragosto, la Corte d'appello di Venezia, presieduta da Aldo Giancotti (a latere Vincenzo Santoro e Vincenzo Sgubbi) ha respinto la richiesta di consegna dell'indagato, presentata dalla Polonia, ritenendo che l'autorità giudiziaria di quel Paese non abbia fornito garanzie sufficienti in relazione al rispetto di quanto stabilito dalla Convenzione europea dei diritto dell'uomo, e in particolare che l'uomo non avrebbe subito un trattamento carcerario degradante.

Rispondendo alla richiesta formulata dai giudici veneziani, l'autorità polacca non è stata in grado di indicare il penitenziario nel quale l'imprenditore sarebbe stato ristretto né di assicurare che gli sarebbe stata assegnata una cella di almeno tre metri quadrati (esclusi i servizi igienici) compre previsto dalle norme europee.

La Corte d'appello ha quindi revocato la misura cautelare e rimesso in libertà Lewandoski, come richiesto dal suo difensore, l'avvocato Giorgio Pietramala. Il quarantanovenne da anni è residente a Londra dove gestisce un'azienda e, dopo l'arresto, ha negato con determinazione di avere qualcosa a che fare con gli episodi finiti sotto accusa. Davanti ai giudici veneziani ha anche sostenuto di essere stato in passato minacciato da un poliziotto polacco. Gli episodi per i quali è finito sotto accusa risalgono al 2003, ma sono venuti alla luce soltanto nel 2012, dopo l'arresto e il pentimento di un altro soggetto e da allora le autorità polacche non sono mai riuscite a processare Lewandoski poiché non ha fatto più rientro in patria.