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di Chiara Galletti

Corriere della Sera, 12 luglio 2026

La lezione del prof ai suoi studenti che barano con l’intelligenza artificiale. Gli studenti del corso di economia matematica alla prestigiosa Brown University pizzicati a imbrogliare con l’AI in un lavoro assegnato a casa. Il professore Roberto Serrano fa ripetere l’esame in presenza: risultati disastrosi. Anche i College più elitari si trovano a fronteggiare le sfide poste dall’intelligenza artificiale. L’ultimo caso coinvolge il corso avanzato di economia matematica della Brown University, uno dei più difficili e temuti dagli studenti. Per la prima volta in vent’anni di carriera il professore che tiene il corso, Roberto Serrano, ha permesso agli alunni di sostenere l’esame di metà semestre da casa, ritenendo legittima la loro richiesta di non presentarsi in aula, a seguito della sparatoria avvenuta a dicembre, durante la quale due studenti sono stati uccisi e altri nove sono rimasti feriti.

Una volta avuti indietro i risultati del test però, Serrano si è pentito di aver permesso agli studenti di svolgere il compito in autonomia. I risultati sono eccellenti: 96 su 100, di gran lunga superiori alla media degli anni precedenti. “Storicamente, il voto medio all’esame di metà semestre di questo corso oscillava tra il 65 e l’80, e questo esame era più difficile di quelli che avevo preparato in passato, perché…l’esame da svolgere a casa è un’opportunità per mettere un po’ più alla prova la classe, dato che si concede agli studenti tempo illimitato”, ha affermato Serrano.

Come il professore ha scoperto l’imbroglio - Il corso è uno dei più complessi tra quelli proposti dall’Istituto: vi partecipano solo pochi studenti brillanti, in genere non più di trenta per volta, talvolta meno di dieci. Questo semestre però ben 86 studenti decidono di iscriversi, forse proprio perché si è diffusa la notizia che il test verrà fatto da casa. E il giorno dell’esame, che si è svolto il 5 marzo, gli alunni riescono a superare la prova con un successo mai registrato prima. Ben quaranta studenti ottengono il massimo. Ma chi corregge il compito segnala al professore diverse anomalie: “Alcune risposte contenevano passaggi insoliti, che coincidevano con i risultati ottenuti inserendo le domande su ChatGpt”, spiega Serrano. I testi scritti dagli studenti sono in parte simili tra loro, a tratti artificiosi e con risposte corrette ma molto contorte. Tutte caratteristiche che spesso si riscontrano nei testi generati dall’intelligenza artificiale. 

Un quesito del test per esempio richiedeva agli studenti di dimostrare un’affermazione matematica. Molti alunni per rispondere hanno utilizzato un ragionamento per assurdo, che porta a una risposta giusta ma “molto artificiosa”. Indizi come questo hanno fatto intuire subito a Serrano che gli studenti avevano ceduto alla tentazione e usato l’AI.

Un secondo esame, in presenza: risultati disastrosi - Serrano ha concesso agli studenti la possibilità di riscattarsi. Ha tenuto da parte i risultati del primo test e organizzato un secondo esame, questa volta in classe. “Per ora non intendo dichiarare nullo [l’esame di metà semestre]. Darò alla classe la possibilità di dimostrare che mi sbaglio” - ha scritto in un messaggio indirizzato agli studenti - “cioè, se la distribuzione dei voti dell’esame finale sarà più o meno simile a quella dell’esame di metà semestre, terrò conto di quest’ultimo.

Altrimenti, cosa che ovviamente mi aspetto accada, dichiarerò nullo l’esame di metà semestre e ricalcolerò il peso dell’esame finale di conseguenza”. 18 studenti abbandonano il corso senza indugi, 9 rimangono iscritti ma non si presentano all’esame finale. Il giorno della prova l’esito è deludente: 3 studenti prendono zero e il punteggio medio è 48,6 su 100. Sono i voti più bassi mai registrati durante il corso: il punteggio medio dell’esame non era mai sceso sotto il 65 su 100. Solo pochissimi alunni ottengono un risultato comparabile a quello del test fatto a casa. 

Problematiche simili le aveva riscontrate in Italia il professore di Informatica dell’Università La Sapienza Walter Quattrociocchi, che constata in diversi studenti che frequentano i suoi corsi un indebolimento delle capacità logiche e della profondità del ragionamento: attività che vengono delegate all’AI. In un articolo sull’argomento Quattrociocchi si interroga: con queste prospettive possiamo ancora dire che l’intelligenza artificiale sia la democratizzazione del sapere?

Che posizione ha preso l’Università - Serrano ha deciso di dichiarare nullo l’esame di metà semestre e che la prova finale svolta in classe avrebbe rappresentato l’80 per cento del voto finale degli studenti. Chi ha ottenuto un punteggio pari o superiore al 40 per cento all’esame finale avrebbe superato il corso. In totale sono stati bocciati 19 studenti. Con grande stupore del professore della Brown, l’Università non è stata né tempestiva né propositiva nell’affrontare il problema. Inizialmente dal vertice della Brown non sono state rilasciate dichiarazioni, il caso è poi stato portato all’attenzione dell’Academic Code Committee. Il comitato che sovraintende alle politiche e alle procedure del College però si è limitato a riconoscere “un campanello d’allarme” nell’accaduto. Riscontro che non ha soddisfatto il professor Serrano: “Non può essere questa la posizione dell’università di fronte a un incidente di tale portata.

L’integrità accademica è un valore che vale la pena difendere. Il corpo docente non può essere lasciato da solo in una battaglia che è decisiva se vogliamo preservare il futuro dell’istruzione superiore” ha affermato. Bisogna anche considerare che la Brown fa parte della Ivy League, il gruppo di università che racchiude alcuni degli Istituti più prestigiosi al mondo: Princeton, Harvard, Yale, Columbia, Cornell, Dartmouth College e l’Università della Pennsylvania.

La tassa di iscrizione alla Brown arriva a sfiorare i 100 mila dollari l’anno. L’episodio è il più grande scandalo di questo tipo mai registrato nella Ivy League. Conclude Serrano: “Non possiamo permetterci una società in cui una parte significativa delle nostre migliori giovani menti pensi che imbrogliare sia accettabile. Questo porta a una società in declino, a una società fallita… Non possiamo scegliere di diventare degli idioti”.