di Sandro Bonvissuto
La Stampa, 8 ottobre 2023
Se prendiamo ad esempio il senso con il quale i latini opponevano l’otium al negotium, (e sarebbe il riposo al lavoro), possiamo vedere come il valore degli elementi della locuzione sia del tutto cambiato nella storia. Anticamente le due cose erano entrambe presenti nella giornata dei cittadini, e se l’etica del tempo invitava a prediligere l’attività rispetto all’inattività, era solo perché durante le ore di lavoro si svolgevano iniziative volte al bene comune dei cittadini, al benessere di tutti. Nelle ore di lavoro, dunque, si lavorava per gli altri, in primis per gli interessi della città, mentre nelle ore di ozio i cittadini potevano coltivare interessi contemplativi e umanistici, per la gloria dell’arte e della filosofia.
Il rifugio letterario - Gente come Catullo e Lucrezio finirono addirittura per disertare ogni impegno politico, e rifugiarsi nell’ozio letterario. Di certo nell’antichità il lavoro fisico era considerato come il vero degrado di ogni individuo libero, un destino riservato agli schiavi. Non diversamente da oggi, quindi, con l’aggravante che ai giorni nostri, si lavora non per servire un popolo, ma un interesse privato, un individuo solo, o un’unica azienda, si obbedisce, insomma, ad un padrone. Il moderno rapporto di lavoro salariato nasce nell’800, figlio delle rivoluzioni industriali europee; la modernizzazione e la conseguente ascesa della borghesia, determina nelle società un fenomeno imprevisto: la nascita della classe lavoratrice. Per gli imprenditori una specie di sgradito effetto collaterale.
La coscienza dei lavoratori - Le associazioni dei lavoratori sono inizialmente fuorilegge, si tenta di fare qualcosa con le trade unions inglesi. Ma non esiste una guida collettiva europea del mondo operaio fino al 1846, quando a Londra si riunisce la Prima Internazionale. Ma per i lavoratori le cose si mettono male da subito, perché la storia della sinistra è una storia di strazianti divisioni. All’incontro ci sono dunque i rappresentanti di tutte le nazioni europee, Italia compresa, anche se da noi non esistono ancora realtà industriali. Per il nostro paese c’è una delegazione di mazziniani, che abbandoneranno i lavori del congresso molto presto. Stesso destino per i seguaci anarchici di Proudhon e Bakunin. Marx è l’unico vero vincitore morale di un summit che è in realtà il festival delle divergenze interne. Scarsi passi avanti sui diritti dei lavoratori europei conclamano l’esistenza di tante anime all’interno del pensiero socialista europeo.
Il marxismo attecchirà nei paesi più industrializzati, le tesi anarchiche, soprattutto di Bakunin, in quelli più arretrati. Ma la storia del lavoro salariato è lunga e penosa, la schiavitù dell’uomo sull’uomo ha un percorso che viene da lontano, e che pare, da quel momento in avanti, desinato ad un grande futuro. Al termine dell’esperienza della Prima Internazionale sappiamo almeno che ora la classe proletaria esiste. Poi grazie all’elettricità, al petrolio, al motore a scoppio, i pneumatici, il telefono, arriviamo alla fabbrica per come la conosciamo oggi. Aumenta il numero dei beni prodotti in modo esponenziale nasce la televisione, la pubblicità, il consumismo. Taylor e Ford, che non avevano niente di meglio da fare, inventano la catena di montaggio e l’alienazione dell’operaio è completa.
La prigione dell’uomo - E il lavoro si mostra per ciò che è, prigione dell’uomo, concetto violento e artificiale, coercizione a fare una cosa che altrimenti non si farebbe mai nella vita. Prima, per convincere la gente a lavorare si usava la forza la violenza e la sottomissione, ora si paga il lavoro con i soldi, in genere sempre pochi, orrendi oggetti che nascondono al loro interno di nuovo violenza e coercizione, i sentimenti peggiori dell’uomo. Il tutto benedetto dalla chiesa di Roma e ancora di più da quella protestante, grandi madri del capitalismo. La frittata è fatta. Ma oggi sappiamo che per via del forte legame che sussiste fra i concetti di essere e tempo, l’uno sta all’altro così da rendere le due grandezze non intelligibili in modo separato. Più a lungo il tempo costringe l’individuo ad essere solo lavoro, più la persona non sarà altro che quel lavoro, tempo trascorso in un rapporto di inferiorità rispetto ad un altro ente qualunque che presiede e paga (poco) il rapporto di schiavitù. Assieme a l’orso polare, la tigre e le tartarughe marine, altre cose al giorno d’oggi sono a serio rischio di estinzione. Una di queste è il rispetto per la storia; purtroppo senza la conoscenza del passato il futuro sarà sempre nebuloso e incerto, fino a quel mattino nel quale non sorgerà più alcun sole dell’avvenire.











