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di Valeria Parrella

Il Manifesto, 2 ottobre 2025

Poi ogni tanto qualcuno nella storia fa una cosa enorme, e la fa per tutti, perché possa aiutare tutti a “orientarsi”, a “mantenere la rotta”. Poi ogni tanto qualcuno nella storia fa una cosa enorme, e la fa per tutti, perché possa aiutare tutti a “orientarsi”, a “mantenere la rotta”. Lo stanno proprio facendo davvero gli attivisti a bordo della Flottilla: non perdono l’orientamento, tengono la rotta. Ci aiutano a difenderci dalle bussole impazzite. Quanto linguaggio marinaio entra nell’uso comune del nostro linguaggio, e lo fa per un motivo: perché viviamo al centro del Mediterraneo. Così stanotte e ieri quel tracker che ci ha permesso di seguire la Flottilla, ci ha rimandato l’immagine di questo laghetto che è il Mediterraneo, che chi ha studiato in Europa non può che riconoscere come proprio. Quando dico “proprio”, dico che ognuno di noi sa che quello è il mare in cui siamo nati tutti, da Creta, su cui arrivavano egiziani e fenici e minoici, lì dove l’indoeuropeo calò dagli Urali per fondersi con il substrato linguistico autoctono. Un posto che è sempre stato aperto e mai chiuso, ospitale e mai alieno. Lo guardiamo sgomenti ogni volta che un’imbarcazione di migranti lo tenta, o vi affonda. Lo guardiamo oggi riconoscendolo finalmente per quello che è: il luogo in cui nacque il manifesto di Ventotene.

Così noi, equipaggio di terra, stiamo lì con gli occhi su quelle piccole frecce che ci dicono dove bisogna essere, e che la dignità non è derogabile, solo non fare non serve a niente. “Non accettiamo lezioni di morale” dice la persona che poteva riconoscere lo stato di Palestina. Anche questo fa la Flottilla: mostra che il re è nudo.

Alle 19:25 è arrivato l’alt da Israele, ma loro non si sono fermati: Israele non può dire alt a chi si mette disarmato davanti alle armi, chi porta farina e medicine a chi ha fame, a chi rischia la vita per altre vite, a chi mette in difficoltà i governi collusi o tentennanti, a chi si offre come ultima possibilità per sentirci umani e così ci fa sentire umani. E disvela le bugie, i sotterramenti della verità, i confini illegali, in una parola: le piccinerie a cui ricorre chi sta tentando di screditarli.

Poi è iniziato il blocco, e l’esercito israeliano è salito sull’Alma. “L’invito a tutti è a sostenere la Flotilla, ma soprattutto il diritto all’esistenza del popolo palestinese. Siamo una flotta autorganizzata e pacifica”, dicono. È esattamente questo, che stanno facendo: spiegano come si agisce secondo morale, a tutti noi, e a quel governo che si fatica a chiamare “nostro”.