di Liana Milella
La Repubblica, 4 settembre 2023
Il Guardasigilli polemizza con la ex Cartabia sull’arretrato civile: “Pensare di eliminarlo in due-tre anni è una sorta di Alice nel paese delle meraviglie”. Nuove misure penali sulle intercettazioni al prossimo Cdm. E insiste sul cancellare l’abuso d’ufficio.
Cita tre volte Carlo Calenda, perché il consenso e il voto di Azione saranno importanti in Parlamento. Al forum Ambrosetti di Cernobbio - dove il Guardasigilli Carlo Nordio si definisce “ospite da oltre 20 anni da modesto cultore giuridico che qui ha fatto programmi per accelerare la giustizia” - il patron di via Arenula è pronto a polemizzare con chi lo attacca. Riforme in ritardo? Falso. E ne annuncia una prossima sulla giustizia penale nel primo Cdm utile, “forse già questa settimana”. La sua priorità è velocizzare la giustizia civile, perché l’Italia non sta rispettando gli step previsti dal Pnrr. E qui ecco la prima critica all’ex ministra Marta Cartabia, anche se con i suoi consueti toni soft: “Non voglio fare polemica con chi ha fatto questo contratto con la Ue, ma pensare di eliminare l’arretrato civile in due-tre anni è una sorta di Alice nel paese delle meraviglie”. E a seguire la prima citazione del leader di Azione Carlo Calenda.
Parla per quindici minuti, ma non si risparmia né sull’autodifesa, né tantomeno sulle critiche a chi lo ha criticato. Nell’ordine, sulle riforme che non arrivano mai nonostante i reiterati annunci, sulla difesa dell’abolizione dell’abuso d’ufficio, sulla separazione delle carriere.
E proprio qui Nordio ribadisce la sua linea contro chi - a cominciare da Enrico Costa di Azione - vorrebbe che la separazione tra giudici e pubblici ministeri partisse subito in Parlamento. Ma Nordio ripete quello che ha sempre detto, questa riforma costituzionale sarà l’ultimo step delle sue riforme, arriverà “dopo” quelle sul processo civile e penale. “Le riforme costituzionali - dice il ministro - esigono tempi più dilatati, per gli step lunghi previsti da stessa Costituzione”. Quindi arriveranno “dopo”. Anche se, proprio questa settimana a partire da mercoledì, la commissione Affari costituzionali della Camera parte con l’esame delle quattro proposte depositate - Forza Italia, Lega, FdI, Azione - con l’idea di accelerare al massimo l’invio in aula. E qui, come documentato da Repubblica, ha avuto toni molto polemici contro Nordio proprio il responsabile Giustizia di Azione Costa che è sempre stato un suo fan.
Adesso, per Nordio, le priorità sono la giustizia civile, i cui ritardi rischiano di mettere in crisi il Pnrr, e il voto sul suo primo pacchetto legislativo, che contiene la soppressione dell’abuso d’ufficio, e che comincia l’iter parlamentare al Senato già martedì con le prime audizioni, che verteranno proprio sull’articolo 323 del codice penale, ma anche su misure assai contrastate dai giudici, come la stretta sulla custodia cautelare e sulle intercettazioni, criticate dalla Fnsi, perché non si potranno più pubblicare se non sono contenute nei provvedimenti dei giudici e non sono state presentate in udienza.
Ma se l’arretrato civile, dice Nordio, costa all’Italia il 2% del Pil, è lì che bisogna concentrarsi. E proprio per questo lui insiste sull’abolizione dell’abuso d’ufficio, a suo avviso un “reato inutile”. Ripete ancora quello che ha detto dozzine di volte: “Tutti i sindaci, in primis quelli del Pd, sono venuti da me in processione per chiedermi di cancellarlo. Su 5mila indagini meno di 6 o 7 arrivano a una condanna estremamente platonica che non giustifica processi lunghi. Per punire un atto amministrativo basta il Tar e non serve il giudice penale, mentre noi abbiamo panpenalizzato tutto”. E chiude insistendo sulla cancellazione definitiva, su cui è pienamente d’accordo Azione: “L’abuso ufficio assume proporzioni gigantesche senza risolvere nulla, ma provoca solo la paura della firma di chi teme di essere inquisito con la delegittimazione sulla stampa”. Toccherà al presidente dell’Anac Giuseppe Busia e al presidente dell’Anm Giuseppe Santalucia, già da dopodomani nella commissione Giustizia del Senato, davanti alla presidente Giulia Bongiorno, spiegare perché non è vero che cancellare l’abuso d’ufficio è la panacea per riformare la giustizia.
Una parola e una promessa per i giudici onorari “finora trattati in un modo che se l’avesse fatto un imprenditore privato sarebbe finito sotto processo, mentre adesso stiamo dando sistemazione anche a loro, e ciò porterà a una velocizzazione della giustizia”. Va detto che a “loro” la riforma Nordio non piace affatto.
Non una parola invece dal Guardasigilli sui casi di violenza contro le donne, né tantomeno su quella contro gli animali, mentre le comunità dell’Abruzzo e di Fiuggi sono in rivolta per le uccisioni violente dell’orsa Amarena e della capretta. Nordio insiste sul suo garantismo.
“La nostra parola d’ordine è garantismo, garanzia della presunzione d’innocenza garantita dalla Costituzione e garanzia della certezza della pena. In Italia è facile entrare in carcere da presunti innocenti, mentre è facile uscirne quando si è colpevoli conclamati, un rapporto perverso che va completamente mutato. Da qui la mia proposta fondamentale che per essere incarcerati prima del processo non solo serve la firma di un gip, ma quella di tre giudici e l’arrestando deve essere sentito prima di essere arrestato”. Si apre, con le sue parole, la campagna d’autunno sulla giustizia.










