di Francesco Grignetti
La Stampa, 28 marzo 2024
Il piano del guardasigilli: “Dopo la separazione delle carriere serviranno anche due Csm”. Ma c’è lo scoglio referendum. Il governo accelera sulla giustizia. E punta sulla separazione delle carriere con sdoppiamento del Consiglio superiore della magistratura: ci sarà un Consiglio per la magistratura giudicante e un altro per l’inquirente. Ciò che era stato deciso in una riunione a palazzo Chigi di qualche giorno fa, è stato ribadito solennemente dal ministro Carlo Nordio ieri in Parlamento. “Il testo di riforma sarà presentato con ragionevole probabilità e quasi certezza entro il mese di aprile o al massimo di maggio”.
Dopo i test psico-attitudinali, vissuti malissimo dalla magistratura associata (il presidente dell’Anm, Giuseppe Santalucia, ribadisce: “Se si vuole controllare una personalità che non piace, è arbitrio. Questi test non servono a nulla. È solamente propaganda”), ecco dunque l’attacco finale. Arriva la separazione delle carriere, che i magistrati italiani assolutamente non vogliono. Tanto più che dopo la riforma Cartabia, è rimasta la possibilità di un solo passaggio da una parte all’altra nel corso di una intera carriera. Ma alla maggioranza di destra-centro non basta, pungolata da Lega e Forza Italia, spronata da Italia Viva e Azione.
Spiega dunque il ministro Nordio: “La separazione delle carriere è nel programma di governo e sarà presentata. Aggiungo che la separazione delle carriere è consustanziale a una riforma, forse ancora più importante, che è quella del Consiglio superiore della magistratura. Per ovvie ragioni una separazione delle carriere comporta due Consigli superiori della magistratura separati, sulla cui formazione e criterio di elezione vi sarà un dibattito successivo”.
Il ministro ne fa una questione di logica di sistema. “Si tratta di attuare in pieno quello che è il principio fondamentale del codice accusatorio, voluto a suo tempo da un eroe della Resistenza pluridecorato, il senatore Vassalli”. Con il codice all’anglosassone del 1989, dice Nordio che si sarebbe dovuto trasformare anche l’ordinamento giudiziario. Ora ci penserà il destra-centro. “Senza separazione delle carriere e senza composizione diversa del Consiglio superiore della magistratura, questo codice, che noi intendiamo ricostruire, non avrebbe significato”.
Non sarà un percorso facile. La magistratura associata alzerà le barricate. Le opposizioni faranno di tutto per rallentare il cammino della riforma in Parlamento. Dice Alessandro Cattaneo, Forza Italia, ospite di Metropolis, il web talk del gruppo Gedi: “Non vogliamo si inneschi di nuovo una guerra santa tra magistratura e politica, proprio perché vogliamo arrivare ad una riforma che vada dalla separazione delle carriere alla responsabilità civile dei magistrati”. Il governo stesso si rende conto che non sarà facile portare a compimento due distinte riforme di rango costituzionale, superando due referendum confermativi. “L’iter sarà ovviamente lungo, per di più intersecandosi con quello sulla riforma del premierato…”, conclude Nordio.









